American gigolò

American gigolò, ovvero il bello e giovane Richard Gere nella interpretazione che lo rese gigolò del cinema. Il film è soprattutto il fascino disincantato e vanitoso del suo personaggio, materialista e ed elegante, vestito in ogni scena di tutto punto da Giorgio Armani. E naturalmente per il suo pene al vento davanti alla finestra.

La sceneggiatura di Paul Schrader prende spunto da Diario di un ladro del francese Robert Besson ed è un  lentissimo bollire e ribollire di languidi sguardi e inquadrature frammentate di corpi nell’attesa della svolta, che finalmente giunge quasi a metà film.

L’uomo moderno Julian, amato per l’apparenza, scopre la fragilità dei propri rapporti umani nel tentativo sempre di più disperato di scoprire chi tenta di incastrarlo. Il mistero è intrigante e l’epilogo ben scritto, il film nel complesso sopravvalutato.