Carnage

Due ragazzini litigano al parco e uno dei due colpisce l’altro in volto con un bastone. I genitori si incontrano per discutere dell’accaduto e prendere provvedimenti. Carnage di Roman Polanski, tratto da un’opera teatrale, è un film spietato e lucido.

Come anticipa il titolo stesso, la storia è una carneficina. Non fisica, ma morale, intellettuale, ideologica. Il comportamento delle due coppie ci spalanca gli occhi sulla società attuale, criticata ferocemente. Di genitori che difendono e giustificano i figli a ogni costo, sottraendosi all’educazione, se ne vedono quotidianamente. Ma lo sviluppo dei personaggi nell’arco di una semplice discussione ci trasmette questo e molto altro.

Spogliati delle apparenze, delle chiacchiere di circostanza, delle buone maniere imposte, delle regole di civiltà, sono tutti irrimediabilmente egoisti.

Perfino la violenza e le povertà dell’Africa, denunciate dal libro di Penelope, sono solo un modo per mettere a tacere la coscienza e un’apparenza alla cruda onestà che gli altri tre presto ammettono: a nessuno frega niente di ciò che è accaduto ai figli. The dark side of the man emerge poco a poco da dietro la maschera.

Grandi interpretazioni. Bel film.

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