C’era una volta in America

C’era una volta in America una lezione di regia, una delle più belle colonne sonore di sempre, una storia d’amicizia e d’amore.

L’ultimo film di Sergio Leone è, tuttavia, anche la storia dell’uomo, la storia dell’uomo moderno. A sopraffare l’altro non è più l’uomo che spara più veloce, ma il più avido e spietato.

Basta un cucchiaino nella tazzina per la tensione, un telefono martellante nelle orecchie per il rimorso. Quarant’anni di vite incorniciate da riprese meravigliose e scenografiche, sapientemente ricamate fino all’ultimo nodo: un magnifico e sorprendente finale e, infine, un etereo e misterioso sorriso.

Innegabile la magnificenza di questo film. Resta tuttavia dibattuto e controverso nei suoi tagli e in una versione da 4 ore e 16 minuti che risulta essere un’immersione totale ma di ardua fruizione.

Ho sentito infine la mancanza, qui in America, di quelle esaltanti e malinconiche figure mitiche a cavallo del vecchio West…