Game therapy

Cinepanettoni, supereroi, insipide commedie romantiche, film io-ti-troverò-e-ti-farò-fuori e ora anche youtubers? Game therapy è la ricerca del denaro facile, sfruttando la popolarità online di un gruppo di ragazzi e cercando di portare il loro seguito anche al cinema.

Il cinema questa volta sembra però dire di no, infatti il film si è rivelato un grande flop al botteghino.

Game therapy non è più brutto di tanti altri film che passano sul grande schermo (se non per i costumi e la recitazione), ciò che va messo in discussione sono invece proprio le logiche dietro la sua produzione.

Favij e Federico Clapis entrano all’interno dei videogame più popolari e mirano con la loro storia a rappresentare e coinvolgere un target giovanissimo, sia con il linguaggio utilizzato che nei temi trattati: la difficoltà di affrontare la vita nell’adolescenza, il parallelo tra realtà virtuale e reale, in particolare la prima come rifugio, e una morale molto esplicita.

È proprio a questi ragazzi che andrebbe chiesto se il film è piaciuto, perché il resto del pubblico ne resta inevitabilmente estraneo.

Vanno segnalati comunque degli effetti speciali notevoli.