Guida galattica per autostoppisti

Douglas Adams, autore della serie di romanzi, aveva iniziato a lavorare allo script del film, conscio della necessità di adattare i testi in funzione dei media. Tuttavia, scomparso prematuramente, ha dovuto lasciare il progetto a Garth Jennings e Karey Kirkpatrick, i quali hanno portato a termine questo film irriverente, divertente e originale. Soprattutto originale.

Guida galattica per autostoppisti è un’avventura alla ricerca del senso della vita, l’universo e tutto quanto, dove la tematica esistenziale viene sparata tra le stelle in maniera assolutamente dissacrante, dando una visione particolare e spiritosa dell’esistenza umana.

La comicità riesce a essere allo stesso tempo demenziale ma anche incredibilmente acuta, dove le (troppo) poche parti dedicate alla guida sono i lampi più luminosi. La soryline è un’astronave alla deriva e la sceneggiatura degenera in maniera totale da metà in poi, dove la stranezza prende il sopravvento sul colpo di scena o sull’evocatività, ma poco importa e ci va bene lo spasso a spasso nello spazio.

Resta indimenticabile infine l’androide paranoico Marvin, incredibilmente lucido e pessimista, proprio perché troppo cosciente della natura umana.