Il destino di un cavaliere

Uno scudiero sogna di cambiare le sue stelle e diventare un cavaliere. Tuttavia, date le sue origini contadine, ciò non è possibile e così decide di fingersi nobile e provare a vincere il torneo della giostra, per avere la sua rivalsa sulla vita e le sue origini.

Avventura, duelli, amore, orgoglio paterno, amicizia, grandi parole e subdole provocazioni, cavalieri e re, damigelle e buzzurri, tutto in un unico film, sempre costantemente sul filo dell’ironia e della leggerezza, senza prendere tutto troppo sul serio.

Troppo?

Sì, qualcosa la sceneggiatura lascia inevitabilmente sul terreno… ma solo perché Il destino di un cavaliere vuole soprattutto divertire, riuscendoci benissimo.

I dettagli lo arricchiscono. Quelli dei dialoghi, l’armonia dei personaggi secondari, i loro battibecchi, la capacità di trovare la giusta battuta in ogni frangente, riuscendo comunque a procedere con una storia coerente e coinvolgente, scritta con sapienza e arricchita da piccoli momenti che riescono a emozionare o esaltare.