Marnie

Marnie è ammantata di fascino ma anche di mistero, è labile, bugiarda e psicologicamente disturbata. Lui è un domatore di belve e, tra queste, senza dubbio figurano le donne, in particolar modo quelle feline e complesse, come Marnie. Tippi Hedren e Sean Connery sono i protagonisti di un film di Hitchcock dove al centro di tutto ci sono le psicologie. Non era affatto comune all’epoca parlare di questo in un film e farlo come l’ha fatto Hitchcock, indagando e costruendo una storia sui rapporti, tra i due protagonisti soprattutto, ma anche con la madre di lei.

Oggi probabilmente un film come Marnie non ci può sorprendere o turbare, come invece accadeva all’epoca, abituati come siamo a mentalità disturbate sia sul grande che sul piccolo scherma. Tuttavia, resta indelebile il modo in cui Hitch ce le racconta, con la musica, caratterizzando i personaggi, regalando alcune scene memorabili e di grande suspense, come la ripresa totale del furto alla cassaforte. Impossibile infine, restare indifferenti durante il magistrale crescendo fino al finale degli ultimi minuti.