Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, serviti da due donne la cui storia personale profuma d’amore e d’amicizia, senza mai scoprire appieno qual è il suo gusto, trasformandosi nel nostro palato filmico in un delizioso inno alla vita.

Tagliato in più fette di diverse temporalità, la sceneggiatura procede sfruttando il gusto del raccontare e del sentirsi raccontare, riuscendo a far ridere e sorridere, ma anche emozionare e commuovere, amalgamando elementi così eterogenei senza mai comprometterne il sapore.

Da un lato la casalinga, dall’altro la ribelle, due stereotipi che si riempiono di mille colori, rappresentando un simulacro per l’emancipazione femminile e una chiara denuncia verso il sessismo ma anche il razzismo.