Power Rangers

Una vera e propria operazione nostalgia quella che ha riportato i Power Rangers al cinema, per accattivare e conquistare i ragazzi di oggi, così come quelli di ieri (tra cui il sottoscritto) lo erano stati negli anni 90 da bambini.

Ma questo non è un film sui Power Rangers! È un film sulle loro origini. I difensori del bene entrano in azione, infatti, solo nel finale, circa nell’ultima mezz’ora. Finale peraltro deludente, per la mancanza di un’azione davvero spettacolare, una regia e una fotografia in grado di non farli sembrare solo dei robottoni giganti.

Il pubblico di oggi è abituato visivamente a ben oltre, mentre narrativamente, in aggiunta alla mancanza d’azione, il difetto più grande è che i nostri eroi spesso non se la cavano per le loro capacità, ma per aiuti o episodi fortuiti (i cosiddetti deus ex machina).

A essere intrigante è paradossalmente più l’inizio della fine, il background dei ragazzi, i rapporti che si creano tra loro.

Come se passassi la serata a cucinare davanti a voi, ma poi vi portassi da McDonald’s.