Race

Dopo svariati antecedenti filmici sportivi sul tema del razzismo negli Stati Uniti, Race si inserisce in questo filone, raddoppiando il suo punto di vista, con una storia di vita e di sport che affronta questa difficoltà anche nella Germania nazista.

Classico e lineare, il film dovrebbe amplificare, rammentare e insegnare una storia già potente intrinsecamente.

Riesce bene soprattutto negli ultimi due, risultando coinvolgente.

Tocca l’animo soprattutto nel rapporto tra Jesse Owens e Carl Luz Long, forse l’unico momento veramente alto, commovente e pregno dei valori dello sport sulla vita, mentre si insinua sottopelle con i dialoghi tra Goebbels e Avery Brundage.

Owens è un uomo solo che può lasciare il segno nel mondo, il film in questo sfiora ma non tocca una certa epicità, così come per quanto riguarda il suo essere uomo e persona, di fronte agli sforzi delle gare e le prove della vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *