Scusa ma mi piace tuo padre

A Seth di The O.C. piace Blair di Gossip Girl, ma lei è un po’ ribelle e gli dice: “Scusa ma mi piace tuo padre!”, ovvero il Dr. House. In effetti, letto così, il film sembrerebbe una gran figata, invece la nostra cinematerapia vi consiglia di assumerlo meglio mai che tardi.

Partiamo innanzitutto dalla scelta degli attori e in particolar modo Hugh Laurie. Al contrario di un Patrick Dempsey, Pierce Brosnan, George Clooney o qualcun altro che probabilmente aveva un cachet troppo alto, quest’ultimo non permette di immedesimarsi a chi, al contrario della protagonista, non è attratta dagli over. Perché, diciamocelo, il Dr. House non è che abbia proprio un gran fascino.

Al di là di questo, il più grande problema (enorme [gigantopico]) è che la sceneggiatura è irrimediabilmente scarsa e approssimativa. Accade tutto senza alcuna plausibile giustificazione, le azioni dei protagonisti sono estemporanee, agiscono senza coerenza. Perfino l’innamoramento accade e basta. Così, da un momento all’altro. Nessun sentore, nessun flirt precedente, o dubbi o palpitazioni o qualsiasi cosa. Lo sviluppo è probabilmente ancora peggio.

Evitatelo.