The dressmaker – Il diavolo è tornato

Che cos’è The dressmaker? Boh! All’inizio ci sembra una commedia, dopo di che i toni e gli sviluppi narrativi divengono quelli del melò (per non dire pappardella amorosa), per poi tingersi di atmosfere thriller e sfociare infine nella black comedy. I continui cambi di registro non fanno certo bene al film, che porta a un dissociamento dello spettatore e per lunghi tratti a una terribile noia.

Eppure l’idea della donna maledetta, che torna al paesino d’origine di bigotti e ignoranti, non è male. Certo, se si fosse giocato maggiormente sul vero aspetto intrigante del film: è maledetta veramente o è solo superstizione?

Invece tutte le cartucce (colpi di scena, svolte narrative) vengono giocate negli ultimi minuti, in una sequela che per difetto di scrittura filmica non può generare l’effetto voluto, ma che dà invece l’impressione di molti finali. Lo spettatore non viene preparato e non c’è lo humour che dovrebbe negli eventi conclusivi dove la regista è orientata verso la black comedy.

Però se vi piacciono tanto i vestiti o Liam Hemsworth senza vestiti, allora vi consiglio la visione.

Prosegui la cinematerapia: