closer recensione film
2004,  Scaldarsi

Closer

Due coppie si incontrano e si scontrano, tra indomabile attrazione sessuale e tradimenti. È questo ciò che accade, nei minimi termini, in Closer di Mike Nichols, tratto da un’opera teatrale, dove i rapporti si consumano sempre attraverso il dialogo, che è il fautore di rabbia, gelosia, dramma e insicurezza.

Perché vederlo: perché c’è Natalie Portman in perizoma con una parrucca rosa, per la schiettezza dei dialoghi e per gli scontri verbali.

Perché non vederlo: perché è come un thriller che non esplode mai, perché è tutta una manfrina tra i (soli) 4 personaggi, che giocano a prendersi e lasciarsi, cambiando continuamente le carte in tavola.

Quindi? Lungaggine o accattivante dramma? Dipende da voi. Con Closer Nichols lascia degli interrogativi sulla verità nella coppia, che può essere peggiore delle bugie, e sul valore del tradimento, tra orgoglio e sesso senza valore.

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