I soliti ignoti recensione film
1958,  Almeno una volta nella vita,  Ridere,  Sorprendersi

I soliti ignoti

Che film è I soliti ignoti, classico del cinema italiano, oggi, a distanza di 60 anni? È presto detto: una delle commedie più divertenti che si possa ancora scegliere di vedere, senza lasciarsi scoraggiare dal bianco e nero neanche per un attimo, perché i personaggi sono coloriti e colorati e il film una variopinta festa di risate e battute.

Cosimo è in prigione e serve una “pecora” che prenda il suo posto, per dargli così la possibilità di compiere il colpo più facile del mondo.

Il genere, quello parodiato, è il caper movie, ovvero quei film in cui s30i mette insieme una banda per poi compiere un’efferata rapina. E il piano è effettivamente semplicissimo, ma sono i rapinatori a renderlo complicato, con la loro incapacità, diventando protagonisti di una serie di gag spassose e memorabili. Ma c’è di più in questo, perché in loro soggiace un filo di malinconia, quella delle grandi commedie, una bontà inaspettata che si manifesta in frangenti amorosi che costellano la trama, in inaspettate amicizie e generose rinunce.

Che il film di Mario Monicelli sia stato spartiacque o innovativo nel 1958 questo interessa al storia, allo spettatore basti sapere che ancora oggi I soliti ignoti è tanto attuale, quanto divertente e intelligente.

Rubare è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria, mica come voi! Voi, al massimo, potete andare a lavorare!

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