• Il grande Lebowski
    1998,  Almeno una volta nella vita,  Avventurarsi,  Investigare

    Il grande Lebowski

    Il grande Lebowski parte dalle parole. Dalla scrittura. Da lì si visualizza, tramite la regia inusuale, si ascolta. Soprattutto Creedence ed Eagles, le cui canzoni fanno parte della storia. I fratelli Coen riuniscono un cast di bravissimi attori, ai quali mettono in bocca dialoghi superlativi e personaggi da indossare assurdi ma incisivi, figurine così esagerate, ma al contempo radicate nell’essere dell’uomo. Quando Drugo (Dude) sviene, non v’è il buio, ma lo sbizzarrirsi di Joel Coen, che dipinge con la cinepresa una serie di quadri surrealisti. La storia invece, quella su cui si ricama tutto, quella de Il grande Lebowski, tra ammiccamenti, irriverenza e ironia, falsi indizi e piste false, implode su sé stessa.…

  • Tutto può accadere a Broadway
    2015,  Ridere

    Tutto può accadere a Broadway

    Una commedia degli equivoci senza equivoci, un film pieno zeppo di cinema, metalinguistico, dall’incipit bello e classicheggiante, che riflette la passione per il cinema di Peter Bogdanovich, regista con un passato da critico cinematografico. Tutto può accadere a Broadway è la vittoria del modo. Di dire, di fare, di raccontare. La commedia è spumeggiante, incalzante, mai noiosa, inscritta in una sceneggiatura perfetta e trascinata da uno humour mai scontato o sboccato, fondato soprattutto su dialoghi accattivanti e una caratterizzazione dei personaggi fine e spesso pungente, precisa nell’animo umano. Nei loro ruoli-costumi sembrano infine trovarsi a proprio agio gli attori, tra i quali spicca Imogen Poots. Geniale infine il cameo finale.

  • 1994,  Meglio mai che tardi,  Scaldarsi

    La ragazza di Cortina

    Ho creduto di scegliere un film erotico. Poi però ho pensato si trattasse di un thriller. Infine mi sono reso conto che non era nemmeno quello. E così, il tentativo di scaldarsi con la fidanzata è fallito e l’inaspettato tentativo di svolta thriller, anziché spaventarla e spingerla tra le braccia del suo criticone cinematografico, ha avuto una svolta ilare. Ma che cos’è allora? Perché guardarlo? La ragazza di Cortina è atto filmico stimolante di quesiti inesplicabili sui processi produttivi finanziari cinematografici e opera prima e unica del regista Maurizio Vanni, di cui si trovano poche notizie (nessuna) perfino nel web. Si vocifera infatti (ho pagato buoni investigatori) che sia in realtà uno pseudonimo,…

  • 2014

    Jack Ryan – L’iniziazione

    Il terrorismo, quei cattivoni dei russi, la fidanzata del protagonista rapita e qualche misterioso numero azionario che scorre sullo schermo. Suona nuovo? Il quinto film con protagonista il personaggio creato dalla penna di Tom Clancy, non si basa su nessuna opera dello stesso, ma è una storia originale, che si propone come reboot della saga. È Chris Pine allora il nuovo Jack Ryan, prima marine, poi analista, spia della CIA e uomo d’azione. Peccato però che di azione se ne veda davvero poca o niente e che, per gran parte del film, si sguazza tra patriottismo, numeri e dialoghi poco efficaci.

  • grand budapest hotel
    2014,  Almeno una volta nella vita,  Avventurarsi

    Grand Budapest Hotel

    C’è molto di bello: dalla sceneggiatura al montaggio, dai costumi di Milena Canonero ai dialoghi. Tanto che bisognerebbe chiedersi cosa, in questo film, non lo è. L’abilità nel narrare, unita al surreale umorismo di Wes Anderson, creano un mondo fantasioso, che risponde a un requisito da ammirare spassionatamente: originalità. Lo stile del regista è inconfondibile: i colori, le inquadrature, le simmetrie, i movimenti di macchina. Il fantastico è improbabile, ma verosimile, e si vela di malinconia come ciò che appartiene al reale. Estetico, scenografico, preciso, logorroico, ironico, sarcastico, grottesco. Benvenuti al Grand Budapest Hotel.

  • Exodus - Dei e Re
    2014,  Avventurarsi

    Exodus – Dei e Re

    Il peplum di Ridley Scott, Exodus – Dei e Re, si fonda sulla visione e la grande spettacolarità, elementi su cui chiaramente ci si è concentrati con particolare cura. Riguardo la storia invece, il tema biblico e la religione non sono trattati in modo convenzionale e, anzi, vengono lasciate aperte domande e dubbi. Le acque del mar Rosso non si aprono come ci aspettiamo, Dio è un bambino, Mosè è un uomo dubbioso e diffidente, così come noi di conseguenza. Il vero soggetto del film è infatti il dualismo tra Mosè e Ramses. Proprio in merito a questo, è mancato un epico duello finale, così come i dialoghi talvolta sono apparsi scontati…

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