• Le notti folli del dottor Jerryll
    1963,  Ridere

    Le notti folli del dottor Jerryll

    Le notti folli del dottor Jerryll riprende il concept del classico della letteratura di Stevenson, dove tuttavia, anziché un Dr. Jekyll e un Mr. Hyde, sullo schermo ci sembra di scorgere un Pippo e un Fonzie. Rivisto più di 50 anni dopo, il film non sembra proporre gag indimenticabili, nonostante si fondi soprattutto su quelle, ma se amate Jerry Lewis vi farà comunque ridere, soprattutto nello spazio filmico concesso a lui in solitaria, come la scena in cui si lascia pervadere dal ritmo della musica. Proprio alle canzoni viene concesso molto (troppo) spazio, che però poteva essere dedicato a una ripicca o, alternativamente, anche al rapporto del Dott. Jerryll con i genitori, che…

  • qualcuno volò sul nido del cuculo
    1975,  Commuoversi,  Riflettere

    Qualcuno volò sul nido del cuculo

    Qualcuno volò sul nido del cuculo e lì creò un gran film, interpretato eccezionalmente da Jack Nicholson, Louise Fletcher e non solo. Di cosa si parla? Della rigidità di schemi e regole, talvolta ostinatamente ciechi, al cospetto del gusto inebriante della libertà. Di pazzia e di normalità, due concetti abusati e non facili da definire. Ma si parla per immagini d’amicizia, d’amore, del controllo. Si perpetra una denuncia delle condizioni dei manicomi, luogo dove si svolge quasi interamente il film. Da qui si servono a voi i rimandi politici, sociali e… insomma, guardatevelo e basta. Ridete, piangete, emozionatevi, interpretatelo. La scrittura e le caratterizzazioni sono pregevoli. Il finale… ahh, il finale.

  • frankenstein junior
    1974,  Ridere

    Frankenstein Junior

    Frankenstein Junior è probabilmente il più grande successo di Mel Brooks, anche grazie alla sceneggiatura di Gene Wilder, revisionata in seguito insieme al regista. Ma cosa ha reso questo film un classico? Un soggetto horror, più e più volte maneggiato, viene rivisto in chiave ironica e satirica nei confronti della scienza. I giochi di parole abbondano e le battute colpiscono nel segno il pubblico, che le ricorda e ripete. Il tema, sottotraccia e sottopelle, è quello dell’immortalità, ma il tutto diviene una interpretazione goliardica delle pulsioni sessuali, tanto che questo aspetto (attenzione allo spoiler) permea perfino il finale stesso. Questo infatti sembra dirci in poche parole: la vita, la morte, che…

  • samba
    2014,  Ridere,  Riflettere

    Samba

    Samba non graffia con l’umorismo di Quasi amici, entrambi opera di Eric Toledano e Olivier Nakache, e non si abbandona alle emozioni, sfiorate unicamente nel rapporto tra il protagonista e Alice. La samba si inizia a ballare quando entra in scena il coprotagonista, Wilson, dando più ritmo e verve alla pellicola, fino a quel momento piuttosto annoiante. Toledano e Nakache sembrano frenarsi e gli ostacoli sociali del personaggio interpretato da Omar Sy non divengono mai satira o spunto di riflessione, ma solo ostacoli di una avventura, che guarda ancora ai temi del diverso, dell’emarginato, dell’accettazione, ma non con la stessa brillantezza precedente. Il finale, buono nell’idea, non suscita il clamore mirato, non venendo…

  • Gemma Bovery
    2014,  Innamorarsi

    Gemma Bovery

    Il film vorrebbe essere come Gemma Bovery definisce Madame Bovary: “non succede niente, ma è interessante”. L’interesse tuttavia colma gli occhi del protagonista, ma molto meno quelli dello spettatore, offuscati invece dalla noia. L’idea di fondo è intrigante, ma si fatica a seguire i riferimenti letterari all’opera di Flaubert e il film non semina svolte narrative particolarmente inaspettate o emozionanti. Non v’è nulla di contestabile o di eccessivamente criticabile, tuttavia Gemma Bovery non regala nemmeno guizzi, non osa. Particolare invece il finale, intrigante anche nel montaggio e l’alternarsi delle prospettive. Tra i punti di forza anche il capezzolo di Gemma Arterton a metà film.

  • INKHEART
    2008,  Avventurarsi,  Fantasticare

    Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro

    Inkheart, tra realtà, cinema e letteratura, si propone come fantasy leggero d’evasione, che però anziché brioso risulta piuttosto confuso. Non possedendo come base la conoscenza del romanzo, è comunque evidente come la resa filmica sia un insieme disordinato e confuso di elementi fantasy, tra cui anche delle buone intuizioni, gettate dentro al frullatore. Oltre ad alcune incoerenze, un superpotere non ha mai avuto così poco fascino e appeal in un film. Il finale infine, drammaturgicamente, è il peggio che si potesse fare, risolvendo ogni situazione e ostacolo pronunciando qualche parola. Di tensione, pathos o semplice coinvolgimento dello spettatore non se ne può proprio parlare.

  • invito a cena con delitto
    1976,  Investigare,  Ridere

    Invito a cena con delitto

    Un invito a cena con delitto e un invito a guardare un film unico. Un cast d’attori di grande calibro prende parte a una grande parodia, un’epica mascherata del genere giallo – investigativo, che prende di mira anche singolarmente alcuni dei detective più famosi della storia fittizia: Hercule Poirot, Miss Marple, Sam Spade, ma in parte anche il detective Colombo, Charlie Chan, Nick e Nora Charles. La risata è di pancia e di testa, senza timore di spingersi al limite, grazie a una grande brillantezza e acutezza, prendendo in giro con spigliata irriverenza. Si sfocia quasi nel surrealismo e il finale, su tutto, raggiunge l’apice della canzonatura, pungendo in maniera diretta non solo i film,…

  • la risposta è nelle stelle
    2015,  Innamorarsi

    La risposta è nelle stelle

    La risposta è nelle stelle è un film tratto da un romanzo di Nicholas Sparks. E già potrei terminare la recensione qui. Seguiamo due storie d’amore parallelamente. La prima è quella classica dei due diversi mondi di appartenenza che non possono coesistere, reggendosi su un interrogativo: lui, montatore di tori, si renderà conto che è meglio montare lei? L’altra invece è una storia che pizzica un po’ più gli occhi, per via dei temi toccati, in stile e somiglianza de Le pagine della nostra vita. Il torero tuttavia è figlio, dalla grandissima somiglianza, di Clint Eastwood e così, vedendolo con quel cappello da cowboy in testa, uno si ritrova ad aspettare…

  • il ponte delle spie
    2015,  Avventurarsi

    Il ponte delle spie

    Il ponte delle spie ha le sue fondamenta nel fascino dell’uomo comune ai piedi di eventi e situazioni enormemente più grandi di lui. A portarci da un lato all’altro è una scrittura che ribalta il senso degli eventi tramite i punti vista e fa progredire la storia. La regia di Spielberg, il suo modo e la sua voglia di raccontare storie, ci mostrano tragitto, facendoci accompagnare da personaggi incisivi e ben interpretati, di cui si può vedere lo spessore, ma anche vedersi e vedere altri. Difetti? La mancanza di un colpo di scena o un finale roboante? Si tratta di una storia vera, chiusa con eleganza e un piccolo spunto di riflessione.

  • la famiglia omicidi
    2005,  Ridere

    La famiglia omicidi

    La famiglia omicidi è capitanata dal Reverendo Goodfellow, un Rowan Atkinson giusto nel ruolo dell’impacciato e insicuro prete, in una delle sue poche interpretazioni lontane dalla figura di Mr. Bean, seppure sia trascinata da Maggie Smith e il suo personaggio. Il film è una black comedy che riesce a restare in bilico su quel delicato filo, sospeso sul rischio della caduta nella sgradevolezza o insulsaggine, che si incorre con questo genere, senza spingersi mai troppo in là, ma mantenendo i toni della commedia predominanti su quelli black.   Dal punto di non ritorno, la scoperta dell’identità di Grazia, il film anziché perderci in interesse, ne giova e cambia ritmo, fino a un finale più…

  • sfida senza regole
    2008,  Sorprendersi

    Sfida senza regole

    In controtendenza alla critica, ritengo Sfida senza regole un film discreto, che ho saputo apprezzare, nonostante i difetti. C’è del buono ed è soprattutto l’idea principale, la costruzione d’inganno allo spettatore che nel mio caso è riuscita. Alcuni si avvicineranno a questo film soprattutto per via della coppia De Niro – Al Pacino, che tuttavia mantengono per tutto il film le loro maschere, non dandoci mai la possibilità dell’introspezione, negata completamente a Carla Gugino, dovuta a una scrittura che purtroppo, rovinando quanto di buono pensato, scade soprattutto nel finale, dove lo spettatore a difficoltà accetterà qualche chiara incongruenza.

  • insurgent
    2015,  Avventurarsi

    Insurgent

    Insurgent è l’ennesimo capitolo cinematografico di una moda che piace, ma intorpidisce le papille gustative allo spettatore medio. Un’accozzaglia di situazioni poco credibili, messe insieme da una scrittura filmica disarmante, disorientante e inconcepibile per chi prova a seguirne le dinamiche e le azioni dei personaggi. Non c’è nulla di plausibile, né nelle azioni dei protagonisti, né nelle loro caratterizzazioni, altalenanti, contraddittorie. Fanno a botte per due ore e poi uno rivela che in realtà sono amici. Tris viene torturata e quando viene liberata decide però di ri-sottoporsi alla tortura. C’è un buono che fa il cattivo, ma poi cambia idea e torna buono, un fratello buono che decide di fare il…

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