• the lobster
    2015,  Alienarsi

    The lobster

    Assurdo e grottesco, fino a divenire sgradevole via via che il minutaggio scorre, The lobster sorge da un’idea originale che ha tuttavia uno sviluppo che potremmo definire metafisico, se volessimo fare i fighi, ma che potrebbe essere altrimenti detto mortalmente noioso. La mancanza di ritmo, il non-sense e l’assoluta privazione di qualsivoglia appeal o immedesimazione, rendono questo film uno sbiadito vezzo di forma per pseudo cinefili che può solo lasciarci pensare e immaginare in quanti e quali altri migliori modi poteva essere sfruttato lo spunto iniziale. Il cinema non è una lobster (aragosta), ma una lobster che scampa all’acqua bollente e diviene chef di sushi.

  • arsenico e vecchi merletti
    1944,  Ridere

    Arsenico e vecchi merletti

    Arsenico e vecchi merletti è una “black comedy degli equivoci”, una commedia nera che ad oggi potrei considerare la migliore che abbia visto. Uscita nel 1944 e di derivazione teatrale, dall’opera di Joseph Kesselring, ne conserva chiaramente l’impronta e ride con intelligente leggerezza di ciò di cui non è facile far ridere, soprattutto negli anni della guerra. Frank Capra ci lascia quasi tutto il tempo all’interno di una sola stanza, senza mai farci scoprire il significato di staticità o noia, con trovate grottesche e spassose, e un Cary Grant dalle espressioni sbigottite. I personaggi sono una meravigliosa mascherata, che portano la storia a degenerare in un andirivieni frenetico smaccatamente teatrale, il…

  • storie pazzesche
    Riflettere

    Storie pazzesche

    …e lo sono davvero, perché di pazzi ve ne sono eccome, anche se nel titolo argentino le storie sono selvagge, aggettivo sicuramente più evocativo. Sì, perché le sei storie che compongono questo film, di Damián Szifron e prodotto dai fratelli Almodóvar, presentano situazioni estremizzate, ma allo stesso tempo radicate saldamente nella realtà, tanto da poter esser vere, soprattutto alla luce di odierni fatti di cronaca che ci sembrano quasi irreali e impossibili, riuscendo a dare al tutto un chiaro tono grottesco, “dal riso all’indignazione”. La regia è curatissima, dalle zoommate e contro-zoommate, primi piani e spostamenti di camera che fanno comparire personaggi all’improvviso. Ricercata anche la musica, in alcuni episodi più di altri, spesso…

  • 2014,  Cinematerapia: una pillola per,  Diventare eroi

    Tartarughe Ninja

    Il bel faccino, ricco di primi piani, della splendida Megan Fox, tanti tanti green screen e i baffi di Splinter che più unti di così non si erano mai visti. Ah e ci sono le tartarughe. Mutanti. Teenager. Ninja. Ninja è la lunghissima discesa sulla neve, il design, le personalità dei protagonisti, in particolare Michelangelo, e le battute, moderne, stupide e simpatiche. Tartaruga è invece soprattutto la scrittura del film, poco originale e coinvolgente. Tartarughe Ninja poteva osare, poteva esagerare i toni pulp o la componente ironica e grottesca. La sequenza iniziale poteva far pensare a un film per adulti, magari tendente allo splatter. Si ferma invece prima, restando un blockbuster,…

  • 2014,  Cinematerapia: una pillola per,  Riflettere

    Smetto Quando Voglio

    Un ottimo debutto alla regia per Sydney Sibilia, che realizza un film irriverente e stralunato, attuale ma originale, distinguendosi fin da subito a livello visivo, con la scelta di una fotografia dai colori molto saturi, fluorescenti, dando al tutto, fin da subito, la parvenza di un qualcosa di stridente, grottesco, tra il riso e l’indignazione, così come è la storia e lo sviluppo dell’ispirazione, radicata nella realtà. Bravi gli attori, organizzati e caratterizzati bene nonostante le dinamiche corali. Ottimo il finale.

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