• dreamer
    2005,  Avventurarsi

    Dreamer – La strada per la vittoria

    Dreamer – La strada per la vittoria è un film rassicurante, che probabilmente piacerà più a un pubblico femminile e sicuramente a chi ama i cavalli. Il film non raggiunge mai una epica, nonostante ne possegga gli elementi, e resta su binari sicuri, quelli del classico film dei buoni sentimenti, con un finale scontato e già scritto. Dreamer non ci fa sognare troppo, ma resta piacevole, tendente al pacioso, rischiando il noioso.

  • automata
    2014,  Avventurarsi

    Automata

    Le leggi di Asimov, il solito futuro distopico, robot sul filo tra la coscienza e l’obbedienza all’uomo ed ecco Automata, dove la cosa più sconvolgente è vedere Antonio Banderas pelato. Il giovane regista Gabe Ibáñez crea un film fantascientifico dal contenuto esistenzialista e creazionista, dove questo aspetto, palesemente espresso, è il centro e la periferia di tutto il film. Guardare Automata è come vedere con gli occhi una lezione di religione, assolutamente privo di avventura e mistero, ma tremendamente noioso.

  • 2014,  Ispirarsi

    Grace di Monaco

    Dopo la visione resta un flebile dubbio sull’identità di questo film. Cosa vuole essere? Olivier Dahan sembra voler rispondere al perché Grace Kelly abbia smesso di recitare, focalizzandosi su un solo anno della sua vita. Il frutto di certo non è un biopic, ma più una fotografia iconica, una serigrafia di Andy Warhol, che visivamente si esplica in filtri fotografici molto marcati, soprattutto il giallo, e primissimi piani di Nicole Kidman e del suo sguardo, così insistiti che Sergio Leone si starà ribaltando sul suo divano di pelle di cucciolo di foca. Gli attori, soprattutto Nicole Kidman, Tim Roth e Frank Langella, sono eccezionali. Il film non è brutto, ma annoia. Tranne…

  • 2014,  Avventurarsi

    Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte I

    Un primo film interessante, un secondo ripetitivo, questo terzo noioso. Cupo, grigio, ineluttabilmente triste. Non succede praticamente nulla. Viene spogliato di tutto ciò che aveva caratterizzato questa saga. Addirittura Peeta non si fa salvare da Katniss (ma da qualcun altro sì). Peccato che nella filmografia dell’eccezionale Philip Seymour Hoffman ci sarà questo, come suo ultimo film. Katniss però ci colpisce, se non con l’arco, con i suoi pipponi propagandistici. E io canto il mio dolore. Hunger Games – Il canto della noia.

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