• gli uccelli
    1963,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

    Gli uccelli

    Con Gli uccelli, Hitchock realizza un film artigianale, di maestria registica, ricco di tecnicismi, effetti speciali, stratagemmi ed espedienti, dagli uccelli veri a quelli finti, dagli spaventi veri a quelli veri. Subendo al giorno d’oggi un’overdose di effetti computerizzati e di raccapricci, Gli uccelli non suscita in noi lo stesso terrore di cui poteva farsi artefice nel 1963. Resta comunque un film in grado di dare una beccata dolorosa e indimenticabile alla storia del cinema, per tecnica e originalità. È un antenato dei film catastrofici, così di moda recentemente, proprio di alcuni futuri temi ricorrenti, come il matto predicatore e la radio che annuncia al protagonista una crisi capillare, fino al finale…

  • notorious
    1946,  Innamorarsi,  Investigare

    Notorious – L’amante perduta

    Notorious è una storia d’amore immersa non nello spionaggio, ma nello spiare, dove Hitchcock indaga il tema dello sguardo e dei rapporti, che degenererà molti anni più tardi nel magnifico La finestra sul cortile. Il rapporto tra Alicia Huberman (Ingrid Bergman) e T.R. Devlin (Cary Grant) è infatti delicato e bloccato, mascherato dai voler dire e aspettarsi che l’altro dica. Una piccola paranoia amorosa verissima. Quando il film si sposta tra mura domestiche, inizia a seguire un bel ritmo e la tensione aumenta. Tra tutte, memorabili la scena finale e quella nella cantina, con il tempo che si dilata in favore della tensione. Senza dimenticarsi del caffè, una chicca (o un chicco) di inaspettata epifania,…

  • Predator
    1987,  Alienarsi,  Il caricatore

    Predator

    Una giungla insidiosa e una selva di proiettili, tra muscolarità, azione e un arcano. Perché Predator è un cult? Esordendo come un film di guerra, nell’usuale, procede lentamente verso la svolta, senza schiaffarcela in faccia, ma con un soggiaciuto mistero, perché non è l’uomo il predatore e la creatura non è solo un mostro. Si crea efficacemente fascino e tensione intorno ad essa, anche con ottimi effetti speciali, mai esagerati, ma sempre utili al fine. Infine, eccezionale, il duello finale, epico scontro che tiene inchiodati alla poltrona, con uno straordinario Schwarzenegger. Per questi motivi il Predator di McTiernan è un cult.

  • I due volti di gennaio
    2014,  Tendere i nervi

    I due volti di gennaio

    I due volti di un film, un Giano Bifronte intrigante che aspira ad essere suadente, sofisticato, ma che in realtà non riesce a costruire mistero, a generare tensione sufficiente da farcela percepire a fior di pelle. Incantevole e affascinante la fotografia e bravi gli attori, Viggo Mortensen, Oscar Isaac e Kirsten Dunst, che comunque bella da amore a prima vista mai mi è sembrata. Tuttavia il film cavalca sull’impressione che possa esserci qualcosa in più, che mai arriva, e il tema del doppio non sorprende, ma si esaurisce in ciò che già sapevamo da inizio film, che finisce con il riempirsi di noia. Tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, è la prima…

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per,  Legge

    Closed Circuit

    Costruito sullo spettro del terrosismo e dei controlli di sicurezza post 11 settembre, Closed Circuit getta delle immagini non troppo positive sul sistema americano. A dibattersi tra gli inestricabili intrighi di potere sono due avvocati con alle spalle una relazione, portatori di valori di giustizia senza tempo. Il film non ha un ritmo elevatissimo, ma mantiene un discreto livello di tensione e, situandosi tra il legal movie e il thriller, ottiene un dignitoso risultato, che può interessare agli appassionati del genere.

  • Monuments Men
    2014,  Avventurarsi

    Monuments Men

    Un film dalle premesse buone e interessanti, dotato di un cast stellare, finisce invece con lo spegnersi lentamente, senza innalzamenti di ritmo o tensione, pervadendoci di noia. George Clooney (regista, produttore, sceneggiatore, attore, tuttofare) non deve aver mai ascoltato Neil Young, citato anche nella lettera del presunto suicidio di Kurt Cobain, che diceva: meglio bruciare che spegnersi lentamente. La mediazione tra la serietà dei valori che si cerca di veicolare e il tono della commedia non funziona. Sembra una allegra scampagnata durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui capita che qualcuno ci lasci le penne, ma fa niente. Io sono a favore e promotore della cultura e dell’arte, concorde con i…

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