Whisky a volontà film recensione
1949,  Ridere

Whisky a volontà

Film d’esordio di Alexander Mackendrick, Whisky a volontà è una commedia britannica estremamente ironica. La storia prende spunto da un fatto di cronaca, ovvero il naufragio del 1941 al largo delle isole Ebridi di una nave carica di casse di whisky. Compton Mackenzie prese spunto per un romanzo e curò poi la sceneggiatura di questo film.

Voce fuori campo: “nel 1943 una tragedia sconvolse la piccola isola. Non fu una carestia, né una pestilenza, né le bombe di Hitler o le armate di un esercito invasore, ma qualcosa di molto, infinitamente, più terribile.” Entra in scena un personaggio: “sono finite le scorte di Whisky!”.

Whisky a volontà mette in scena con grande spirito un movimento popolare, unito negli intenti, in nome del whisky, fondamentale per tutta la comunità. Ciò è evidente nel corso della narrazione nelle vicende dei vari personaggi che si intrecciano alla storia principale. In particolare le situazioni più comiche riguardano il capitano Waggett, che non fa altro che il suo dovere ma che è anche un forestiero incapace di capire le esigenze dei cittadini, i quali lo mettono alla berlina.

Ci sono varie scene da ricordare, ma tra tutte la più spassosa è probabilmente quella in cui gli abitanti nascondo le bottiglie un po’ ovunque.

Nel 1999 il British Film Institute ha inserito il film al 24º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.

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