dark places film recensione
2015,  Tendere i nervi

Dark places

Sopravvissuta alla strage della propria famiglia, Libby vive con il rimorso per aver condannato il fratello con la propria testimonianza. 25 anni dopo gli eventi di quella notte, alcune persone la obbligano però a riconsiderare i fatti. Dark places di Gilles Paquet-Brenner è un film thriller tratto dal romanzo Nei luoghi oscuri di Gillian Flynn.

È il secondo film tratto da un libro dell’autrice, che solo un anno prima aveva visto David Fincher scegliere il suo Gone girl per farne un bellissimo film, mentre nel 2018 il suo romanzo d’esordio diventerà la serie tv Sharp objects.

Anche in Dark places la base letteraria è solida e accattivante, ma purtroppo la traduzione filmica non riesce completamente. La trama è la “classica” indagine sul proprio passato da parte della protagonista, con una narrazione divisa in due tempi: il presente e i flashback del passato.

Le indagini svelano ovviamente maggiori dettagli sugli eventi traumatici di Libby, ma il regista non crea quasi mai le condizioni necessarie alla suspense.

Curioso che dopo molti anni ciò che scatena gli eventi sia un “kill club” e in particolare un ragazzo sconosciuto (Nicholas Hoult) che nel corso della storia non ricopre più però un ruolo principale, fungendo solo da “stimolante”.

Il film non è lungo ma appare comunque diluito nei tempi, nonostante si mantenga fino al finale, senz’altro originale, la curiosità per lo svelamento del caso. E nonostante alcune scelte non del tutto comprensibili dei protagonisti in gioco, Dark places risulta essere comunque un buon thriller.