• the black list - lista nera delle sceneggiature - pills of movies
    Istruzioni

    The black list

    The black list: cos’è The black list è una lista annuale delle migliori sceneggiature, scelte tramite sondaggio tra membri di case di produzione, tra quelle che non sono state ancora prodotte. La lista viene pubblicata dal 2005 ogni secondo venerdì di dicembre e l’ideatore è Franklin Leonard, ex development executive per la Appian Way, casa di produzione di Leonardo DiCaprio. The black list: sceneggiature di successo Diverse sceneggiature pubblicate nella lista sono poi diventati film di successo, anche premiati come miglior film agli Oscar. Tra i più conosciuti si ricordano Juno (2007), The Millionaire (2008), Il discorso del re (2010), Argo(2012), American Hustle (2013), Revenant (2015) e Il caso Spotlight (2016). La lista è diventata senza dubbio una buona pubblicità per gli sceneggiatori, alcuni dei quali…

  • 9 cortometraggio
    2005,  Fantasticare,  Spaventarsi

    9 (cortometraggio)

    9 è la tesi di laurea alla UCLA di Shane Acker, che in 4 anni realizza questo cortometraggio, riuscendo a coronare il suo lavoro non solo con la laurea, ma addirittura con una candidatura agli Oscar. Senza ricorrere alle parole, questo corto crea una mitologia, uno scenario fascinosamente inspiegabile, che vi farà rabbrividire. Di grande impatto emotivo, è efficacie e intrigante nella sua sapiente scrittura, oltre a colpire per il suo essere insolito e originale. A restarne colpiti sono in parecchi, oltre a quelli dell’Academy, tra i quali Tim Burton. È così che Shane decide di dare uno sviluppo al suo concept, riuscendo a realizzare l’omonimo lungometraggio, uscito nel 2009. Per la precisione il nove nove duemilanove.

  • tin toy
    1988,  Fantasticare,  Tornare bimbi

    Tin toy

    Al di là dei progressi tecnologici in questo campo e le migliorie da questo punto di vista, come la riproduzione di un vero bambino, Tin toy è uno dei più bei corti Pixar anche per diversi altri motivi. Una geniale ribaltamento di prospettiva, che ci dà il punto di vista del giocattolo, anziché del bambino, rendendo questo corto il papà di Toy story, la capacità di creare svolte narrative in un brevissimo minutaggio, capaci di sorprendere, far ridere ed emozionare, oltre che una varietà di inquadrature e riprese distintive. Tin toy vince anche un meritatissimo Oscar.

  • i peggio vestiti degli Oscar 2016
    Controindicazioni

    I peggio vestiti degli Oscar 2016

    La cerimonia degli Oscar si è conclusa e come al solito, prima di essa, abbiamo avuto modo di sorbirci n ore di red carpet, spettegolando fino allo stremo riguardo abiti, capelli e altre baggianate. Ecco allora la lista con i peggio vestiti degli Oscar 2016. Per lo stilista: un abito dalla doppia anima, che riunisce classicità e innovazione, rappresentando alla perfezione l’estro di Lady Gaga e la necessità di distinguersi con classe. Per l’uomo comune: nell’indecisione tra i due, veste dei pantaloni con una gonna sopra, in un vestito che sembra uscito da Frozen e che le si stia sciogliendo addosso. Per lo stilista: Jaqueline West veste un abito semplice ed elegante,…

  • Se ceno con fegato di bisonte avrò un Oscar?
    Controindicazioni

    Se ceno con fegato di bisonte avrò un Oscar?

    Se ceno con fegato di bisonte avrò un Oscar? è un titolo provocatorio, che va a rappresentare un articolo che vuole esaminare e riflettere sulle recenti spinte, veicolate soprattutto dai canali social, che vogliono Leonardo DiCaprio vincitore della statuetta. Innanzitutto è necessario chiarire come gli Oscar siano un giudizio arbitrario, opera di un gruppo di critici cinematografici, l’Academy, che non è per forza di cose discriminante nel giudicare il successo o l’insuccesso di un attore o artista, o la sua qualità. DiCaprio non può certo soffrire di solitudine, pensando che la statuetta non l’hanno stretta nel palmo nemmeno Peter O’Toole, nonostante 8 nomination, Richard Burton che ne ha avute 7, Cary…

  • 2014,  Fantasticare

    Dragon Trainer 2

    È quello che nello slang giovanilistico e colloquiale, di grande efficacia espressiva, verrebbe definito come: una gran figata. How to train your dragon 2 è maestoso e spettacolare visivamente, rimembra Avatar e sa essere intrattenimento divertente e coinvolgente, fermandosi giusto qualche attimo per provare a strappare una lacrima allo spettatore, con l’intensità emotiva che può riportare alla mente Il Re Leone dei rivali Disney, in una scena memorabile. Rivali contro cui è stato perdente, forse ingiustamente, agli Oscar 2014, in favore del bel Big Hero 6. La sceneggiatura riesce a sintonizzare efficacia e semplicità, mentre la componente fiabesca propone una morale e dei modelli d’insegnamento vivi e forti, in particolare quelli ruotanti…

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