• Danny Collins
    2015,  Riflettere

    La canzone della vita – Danny Collins

    Al Pacino interpreta Danny Collins, rockstar folk che riceve una lettera da John Lennon con 40 anni di ritardo, la quale segna uno spacco nella sua vita e un profondo momento di riflessione. Questa trasposizione cinematografica di una storia vera mette in scena i mondi apparente agli antipodi della sregolata rockstar e della vita familiare, ovvero l’importanza di stare vicino ai propri cari. Accanto a questi due scenari si sovrappongono due sfumature, l’essere una celebrità e l’essere un artista. Si tratta di un buon film, le cui scene migliori sono quelle con la presenza della manager dell’hotel Annette Bening e il manager del cantante Christopher Plummer. La debolezza più grande è invece, probabilmente, la…

  • Rischio a due
    2005,  Sorprendersi

    Rischio a due

    Come fa a beccare tutti i risultati? Perché non scommette anche lui? Ecco, se evitate di porvi queste domande potete anche guardare Rischio a due. Un discreto film sul mondo delle scommesse con due grandi attori: Matthew McConaughey e Al Pacino, il cui personaggio è la variabile impazzita del film e anche colui che lo sorregge dall’inizio alla fine, grazie alla caratterizzazione sopra le righe e l’ottima interpretazione. Tornando al film invece, è senza dubbio più interessante quando si comincia a perdere. Si poteva osare ancor di più? Assolutamente sì. Inoltre, alcuni dettagli entrano ed escono dalla storia senza la giusta giustificazione. È il caso, ad esempio, di un ricchissimo cliente…

  • sfida senza regole
    2008,  Sorprendersi

    Sfida senza regole

    In controtendenza alla critica, ritengo Sfida senza regole un film discreto, che ho saputo apprezzare, nonostante i difetti. C’è del buono ed è soprattutto l’idea principale, la costruzione d’inganno allo spettatore che nel mio caso è riuscita. Alcuni si avvicineranno a questo film soprattutto per via della coppia De Niro – Al Pacino, che tuttavia mantengono per tutto il film le loro maschere, non dandoci mai la possibilità dell’introspezione, negata completamente a Carla Gugino, dovuta a una scrittura che purtroppo, rovinando quanto di buono pensato, scade soprattutto nel finale, dove lo spettatore a difficoltà accetterà qualche chiara incongruenza.

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