Detour – Deviazione per l’inferno
Al Roberts si guadagna da vivere suonando il pianoforte in locale di New York, mentre la sua bella ragazza lo accompagna con la sua voce melodiosa. I due si devono sposare ma Sue decide di partire per Los Angeles in cerca di fortuna e quando Al decide di raggiungerla il viaggio si rivela tutt’altro che tranquillo. Detour – Deviazione per l’inferno è un film a basso budget del regista austriaco Edgar G. Ulmer, che in circa sei giorni di riprese e pochissime location realizza quello che viene comunemente considerato il suo miglior film, oltre che un notabilissimo noir.
La storia viene raccontata dal protagonista stesso tramite vari flashback, mentre la suo voice over ci guida attraverso tutta la vicenda, condividendo con noi ogni emozione.
Il punto di svolta è quando l’uomo che gli ha dato un passaggio in auto muore inspiegabilmente al suo fianco. Un evento casuale e inaspettato che però innesca una serie di conseguenze.
Per il senso di ineluttabilità e l’assurdità delle situazioni in cui si ritrova coinvolto Al, Detour – Deviazione per l’inferno è stato definito spesso come un film kafkiano. Le atmosfere sono cupe, la pioggia c’è, il pessimismo aleggia in ogni scena e c’è pure una dark lady che però, rispetto ai canoni dei film noir, qui è tutt’altro che affascinante, ma pericolosa e insopportabile.