• the legend of tarzan
    2016,  Avventurarsi

    The legend of Tarzan

    Lui Tarzan, lei Jane, tu annoiato. The Legend of Tarzan è un film adatto a chi ha voglia di rivedere questo personaggio, non a chi è semplicemente in cerca di un buon film. La storia è posizionata cronologicamente dopo il disneyano cartone animato, rendendola una sorta di sequel, che però tramite numerosi flashback riprende e ci fa rivedere in live action quella che già conosciamo. Tutto il film è computerizzato, con alcune scene visivamente d’impatto e altre dove invece si notano alcuni problemini di computer grafica. Al di là di questo, la storia è debole, un lungo inseguimento assolutamente privo di colpi di scena e purtroppo prevedibile in ogni sviluppo.

  • il tuo amico topo
    2007,  Fantasticare,  Ridere

    Il tuo amico topo

    Il tuo amico topo è uno dei pochi spin off Pixar, in questo caso Ratatouille, che regge il confronto con i cortometraggi originali. Si tratta di una divertente lezione di storia dell’uomo e del topo, che ci trascina con la voce di Remy da un’epoca all’altra, mostrandoci le diverse pagine di questo libro scolastico con molteplici visuali, dal videogame di lotta al cinema classico, dai disegni a mano alla computer grafica. Ancora una volta con un breve cortometraggio, il team Pixar dà prova di grande acutezza e originalità, senza mai tralasciare una dose speziata di humour. Geniali peraltro i titoli di coda.

  • 2014,  Avventurarsi,  Cinematerapia: una pillola per

    Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie

    Tra soluzioni registiche interessanti, vedesi quella del carro armato, e altre visivamente spettacolari, questa rivoluzione scimmiesca evidenzia le capacità del regista, ma anche la purezza dell’intrattenimento, con scene d’azione suggestive e delle idee di fondo chiare ma mai didascaliche. Non prendiamo parte a nessuna delle fazioni, ma agli individui. I rimandi razziali e discriminatori sono evidenti e ogni società, più o meno evoluta, fatica ad accettare l’altro, a perdonare. Quasi inutile sottolineare l’eccezionalità della computer grafica. Di dovere invece una parola su Koba, davvero un super cattivo, all’altezza dei più temibili che siano passati nei cinema negli ultimi anni.

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