• hope springs
    2003,  Innamorarsi

    Hope springs

    Hope springs ricalca le caratteristiche più classiche dei film d’amore: lui la trova, loro bisticciano, lui la riprende. C’è Colin Firth, che gioca sul ruolo dell’ingenuo corteggiato, dibattuto tra due donne, e Heather Graham il cui personaggio è invece un miscuglio di troppe personalità per essere coerente. Nel complesso è comunque una commedia romantica divertente e piacevole.

  • la grande scommessa
    2015,  Riflettere

    La grande scommessa

    Non c’è un lupo a Wall Street, con i suoi eccessi, le donne e le droghe, ma solo la crisi, uomini che ci sguazzano, uomini che affogano. La grande scommessa del film è riuscire a parlare di questo argomento, condensare il tutto in un tempo filmico accettabile, ma farlo con qualità e rendere i contenuti comprensibili a tutti. Per quest’ultimo punto, la scelta è la rottura ripetuta della quarta parete e l’inserimento di intermezzi spiccatamente ironici, che sembrano però essere il modus operandi migliore, più originale e leggero. Il montaggio è anarchico e incisivo, strasbattendosene di formalismi e convenzioni e risultando così, particolare e pregiato. La regia invece ha movimenti di macchina…

  • 1984,  Scaldarsi

    Fotografando Patrizia

    Il povero Emilio ha già dei problemi, e pure piuttosto seri, ma a peggiorare la situazione ci pensa la sorella assatanata, dall’incessante prurito intimo, che si diverte nello stuzzicarlo raccontandogli le sue molteplici avventure da sgualdrinella viziosa. Ne viene naturale che il represso Emilio si senta in dovere di sbubacciarsi la sorella, punendola per le sue impurità. Lei però improvvisamente si mostra travagliata, dubbiosa e insicura. (Ah, le donne). Se volessimo fare i fighi, potremmo dire che si tratta dunque di una storia d’incestuosa provocazione, in un gioco altalenante tra carnalità e morale. In realtà si vedono spesso le poppe e il sedere di Monica Guerritore, la farfallina di una sua amica,…

  • 2014,  Cinematerapia: una pillola per,  Ridere

    Il ricco, il povero e il maggiordomo

    Ovvero Giacomo, Aldo e Giovanni, questa volta. Sì è vero, non siamo più agli antichi fasti. Ma chi è fan da anni del trio comico non può perdersi nemmeno questa pellicola, che comunque resta superiore a numerose commedie italiane e regala qualche sketch da grasse risate. Lo immagino lì, pronto e impacchettato, per una serata in famiglia. Merita infine una menzione speciale la trovata di Aldo playboy di malavoglia, uomo traumatizzato dalle donne, che fa di tutto per respingerle e proprio per questo le attrae ancor più.

  • 3 days to kill
    2014,  Il caricatore,  Ridere

    3 days to kill

    Parrucche, abusivi, biciclette viola, strani sieri e pallottole sotto la Tour Eiffel. Silenziatore, sangue freddo e dito pronto sul grilletto… ma driiin! Anche i killer hanno una figlia e se chiama, la pallottola è rimandata. 3 days to kill è un film che non si prende troppo sul serio, ma che non rinuncia all’azione. Proprio per questo il non-sense, o non real, è accettabile per lo spettatore e, anzi, le parti più divertenti sono proprio quelle, dove il rapporto padre-figlia va a influire sulla parte action. Due sole sono le flessioni del ritmo, legate al focus genitoriale, che diventa il tema predominante. Si nota l’impronta di Luc Besson. Infine la sensuale e cinica Amber…

  • 2014,  Cinematerapia: una pillola per,  Scaldarsi

    Pane e Burlesque

    Un film di una donna, sulle donne, (probabilmente) per le donne. Emanuela Tempesta alla sua prima regia cinematografica costruisce una storia di rivincita femminile, di disparità di sessi, a favore del rosa, mischiando al burlesque una contestualizzazione paesana, irta di pregiudizi, e costellando il film di elementi dialettali svariatamente storpiati. Il risultato non è brillantissimo e manca del necessario fascino, prendendosi talvolta dei ritmi un po’ troppo blandi. Resta tuttavia un’opera prima (non fallimentare), in attesa di successive. Resta invece incomprensibile, anche al termine del girato, del perché Pane e Burlesque abbia ottenuto dei finanziamenti come film di interesse culturale. Il tema della disoccupazione viene ad esempio appena accennato, a differenza di Smetto…

  • 2012

    Think Like a Man

    Hitch, What Women Want e uno degli eterni irrisolvibili dilemmi nella cinematografia: capire le donne. Le donne tacciono e ridacchiano sotto i baffi cerettati, ma ribaltiamo la situazione. Le donne capiscono gli uomini? È quello che fa questo film corale, guardando dalla prospettiva degli uomini, ma mettendo in scena questa volta i dubbi delle donne. Agisci come una donna, pensa come un uomo, è il libro galeotto che dà il via a una vera e propria guerra tra i sessi, divenendo un mantra per le donne alla ricerca di ottenere ciò che vogliono, a scapito di poveri succubi malcapitati uomini. (Sì sono uomo). I personaggi volutamente stereotipati, la efficace voice over e…

  • tutte contro lui
    2014,  Meglio mai che tardi

    Tutte Contro Lui

    È come partecipare a un pigiama party tra donne isteriche, in cui si parla sempre dello stesso uomo. Tutte contro lui, il donnaiolo che unisce tre donne intenzionate a punirlo. Nulla di nuovo, né nel soggetto né nel suo sviluppo. Non c’è da stupirsi se le major di Hollywood giustificano il 50% del volume degli affari con il 10% dei film, mentre 8-9 su 10 sono un flop. Ah e non fa ridere. Però c’è Kate Upton, così, pourparler.

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