• Birdman
    2014,  Cinefili,  Riflettere

    Birdman o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza

    Birdman, miglior film dell’anno? Forse sì, forse no. Sicuramente un film interessante, fortemente attuale, realizzato con grande maestria, intelligente e critico. L’essere uomo e l’essere attore sono temi su cui si sofferma Iñárritu, ma non il fulcro del film, diventando uno spunto per riflettere sulle papille gustative del pubblico del cinema e sui comportamenti attuali di questi ultimi, ma non solo, anche del contesto culturale e mediatico intorno a tutti noi e al cinema. All’ego. Al successo legato alla frivola apparenza, ai social network. Michael Keaton come Riggan Thomson, è l’attore ricordato e affermato per aver vestito una calzamaglia, quella di Batman, che ha dovuto dimostrare altrove le sua bravura, mentre…

  • drive
    2011,  Tendere i nervi

    Drive

    Seppure il driver guida veloce, il ritmo del film è lento, gli sguardi e le parole ponderati, seppure non soppesati nel significato e nella forza. Un imperscrutabile Ryan Gosling è una sorta di postmoderno antieroe leoniano, metropolitano e sanguinoso, di cui non conosciamo nemmeno il nome. Solo. Crudo, tristemente spietato, spezzato dai silenzi, Drive si distingue per la splendida fotografia e un’ottima regia di Nicolas Winding Refn, che offre anche alcuni interessanti “guizzi”: la scena dell’ascensore, quella finale della maschera e l’ultima inquadratura. Il film tuttavia, non riesce ancora a staccarsi del tutto dal malavitoso italiano, dalla personale vendetta dell’uomo solitario. È la sceneggiatura a non osare e distinguersi. Stona…

  • collateral
    2004,  Il caricatore

    Collateral

    Un killer, un glaciale e credibile Tom Cruise, tiene in ostaggio un tassista e si fa accompagnare dai suoi vari bersagli per le strade di una Los Angeles notturna, ritratta da una fotografia lucida, di luci e ombre, come quelle nell’animo dei protagonisti. Michael Mann, regista del film, gioca a farci credere che il protagonista possa liberarsi, illudendoci nei suoi tentativi di fuga fino al finale, che chiude il film a cerchio, riprendendo ciò che ci è stato mostrato nelle prime scene. Anche il finale, gioca nel rappresentare una via senza apparente uscita. Il tutto infine è pervaso da un disincantato pessimismo: “Ehi Max, un uomo sale sulla metropolitana qui…

  • Ave, Cesare!
    2016,  Cinefili

    Ave, Cesare!

    Con Ave, Cesare! i fratelli Coen ci portano sul set, nel loro mondo, seppure della Hollywood degli anni 50, creando un film intelligente, una critica sul cinema, le sue dinamiche e relazioni. Mannix, il protagonista, resta intrappolato in questo limbo, ove si dibatte strenuamente giorno e notte, e, seppure vi siano momenti di straordinaria lucidità, come il monologo di Clooney-centurione, la geniale tavola rotonda con i religiosi o altre tentazioni, resta: perché è giusto, quella fasulla fabbrica di sogni forse è meglio della vita. La struttura narrativa è frammentata e sregolata, tanto da renderlo quasi un cinefilo divertissement, che però, per la mancanza di un protagonista che persegue un obiettivo…

  • vincent peters
    Bollettino,  Controindicazioni

    Vincent Peters e la luce

    Nato in Germania nel 1969, Vincent Peters inizia la sua carriera di fotografo negli anni 80, durante i suoi viaggi. Dal 1990 i suoi scatti si concentrano sui personaggi, tra cui le celebrità del cinema, iniziando a collaborare con diversi fashion magazine. Dal 3 marzo al 4 aprile 2016 i suoi scatti sono esposti alla Galleria Immagis di Würzburg con il titolo In the light. Attori e attrici vengono raccontate dai suoi scatti in bianco e nero proprio dalla luce e dall’occhio del fotografo tedesco. I suoi scatti sono valutati tra i 5.000 e i 10.000 euro.

  • The hateful eight
    2016,  Il caricatore

    The hateful eight

    Con The hateful eight Tarantino tenta il colpo grosso, sfida sé stesso, realizzando un film sui generis, una sorta di western da camera, un’opera teatrale. Dall’incipit Leoniano, lento, bellissimo, allusivo e lasciato alla musica, il regista fa muovere la storia soprattutto attraverso il dialogo e attinge molto dai suoi precedenti film. Fortemente nichilista, espressionista nella sua esibizione ostentata del sangue e della violenza, dagli accenni politici, come dichiarato da Tarantino stesso, The hateful eight è avvolto da delle musiche subdole e inquietanti di Ennio Morricone, che rimandano al genere horror e ben si amalgamano a ciò che vediamo, perfino una svolta che sembra virare verso il genere giallo, con il…

  • si accettano miracoli
    2015,  Ridere

    Si accettano miracoli

    Si accettano miracoli è il secondo film di Alessandro Siani, che oltre a recitarci, prova ad entrare anche in tutte fase della realizzazione del suo film, dalla scrittura, alle musiche. Il comico partenopeo tenta nel suo film di creare una certa atmosfera, di dolcezza, di piacevolezza, e di regalare soprattutto sorrisi, anziché risate. Si nota una certa attenzione alla fotografia e ai costumi, ma anche la regia è trattata con cura. Carente è invece la sceneggiatura, che non riesce a ingranare la marcia migliore e incastrare tutti fili nel modo più efficace, subendo qualche flessione nel racconto, che talvolta sembra fermarsi, adagiarsi. L’impressione generale è dunque quella di entrare in un piccolo e…

  • Sin city
    2014,  Il caricatore

    Sin City – Una donna per cui uccidere

    Un noir saturo e pregno di sangue, episodico, che soprattutto strania e ha il maggior pregio nell’essere diverso. Fotografie affascinanti, come piccole tavolette d’autore, alcune inquadrature. Una graphic novel in 3D, chiaroscura, nei suoi personaggi e nei tratti grafici, dove al centro sono i volti e i corpi, in particolare quello di Eva Green, arma esibita, di una femme fatale insaziabile e sensuale. Ma, a Sin City, tra i punti deboli c’è la storia. A volte ci si chiede perché, altre ci si annoia un po’. Il giudizio va affidato soprattutto ai fan e al capire se hanno avuto ciò che desideravano.

  • I due volti di gennaio
    2014,  Tendere i nervi

    I due volti di gennaio

    I due volti di un film, un Giano Bifronte intrigante che aspira ad essere suadente, sofisticato, ma che in realtà non riesce a costruire mistero, a generare tensione sufficiente da farcela percepire a fior di pelle. Incantevole e affascinante la fotografia e bravi gli attori, Viggo Mortensen, Oscar Isaac e Kirsten Dunst, che comunque bella da amore a prima vista mai mi è sembrata. Tuttavia il film cavalca sull’impressione che possa esserci qualcosa in più, che mai arriva, e il tema del doppio non sorprende, ma si esaurisce in ciò che già sapevamo da inizio film, che finisce con il riempirsi di noia. Tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, è la prima…

  • 1984,  Scaldarsi

    Fotografando Patrizia

    Il povero Emilio ha già dei problemi, e pure piuttosto seri, ma a peggiorare la situazione ci pensa la sorella assatanata, dall’incessante prurito intimo, che si diverte nello stuzzicarlo raccontandogli le sue molteplici avventure da sgualdrinella viziosa. Ne viene naturale che il represso Emilio si senta in dovere di sbubacciarsi la sorella, punendola per le sue impurità. Lei però improvvisamente si mostra travagliata, dubbiosa e insicura. (Ah, le donne). Se volessimo fare i fighi, potremmo dire che si tratta dunque di una storia d’incestuosa provocazione, in un gioco altalenante tra carnalità e morale. In realtà si vedono spesso le poppe e il sedere di Monica Guerritore, la farfallina di una sua amica,…

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per

    Il fuoco della vendetta

    Un film abitato da personaggi disadattati, verso la vita, affrescato da una fotografia che contribuisce a definirne i toni grigi, premeditanti alla tragedia, che però tarda moltissimo ad arrivare. Non bastano però attori eccezionali a garantire un film eccezionale. Non solo Christian Bale e Casey Affleck, ma anche Woody Harrelson, Willem Dafoe, Sam Shepard e Forrest Whitaker, ci dimostrano che questa non è una funzione biunivoca. A punire questo film sono soprattutto la mancanza di un messaggio forte, una sceneggiatura accattivante e un finale di cui avevamo già consapevolezza fin dal primo minuto

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per,  Meglio mai che tardi,  Scaldarsi

    The Canyons

    Un pornoattore, quintali di materia sulla facciotta inespressiva di Lindsay Lohan, un paio di peni al vento, eterosessuali incalliti che saltano senza remore da un lato all’altro della sponda e l’etichetta di thriller giustificata all’ultimo momento. Senza cambi di tono e di ritmo, scorrendo gli occhi su qualche personaggio inutile e altri problematici, fiacchi e mal interpretati, tramite una regia e una fotografia piuttosto scarse, qualunque fosse l’intento di questo film, è fallito. C’è il tentativo maldestro di attribuirgli un paio di significati metaforici e forse l’idea di assomigliare alla serie di film Sex Crimes. Finanziato tramite crowdfunding su Kickstarter, forse era meglio se restava online. E cosa pensare di Paul Schrader, un regista che…

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