• quando la moglie è in vacanza
    1955,  Cinematerapia: una pillola per,  Ridere

    Quando la moglie è in vacanza

    Potremmo dirlo un film, ma anche un irrefrenabile e spontaneo soliloquio, uno stream of consciousness del paranoico, indeciso e schizofrenico Tom Ewell, straordinario. D’impronta teatrale, due sole sono infatti le scenografie, l’ufficio e la casa, Billy Wilder realizza una commedia briosa con semplicità, fondata sull’assunto del “vorrei ma non posso”, canzonando le pulsioni sessuali maschili e il tema del tradimento. Bastano infine pochi attimi di girato, con una Marilyn Monroe di bianco vestita, che attende il passaggio della metro sopra una grata per rinfrescarsi. La gonna svolazza e la scena diventa cult.

  • 1994,  Cinematerapia: una pillola per,  Ridere

    Quattro matrimoni e un funerale

    I manuali di drammaturgia consigliano un evento nell’atto finale del film, per una maggiore drammaticità. E qui è così, ma ce ne sono altri quattro prima, che vanno, unendosi, a coprire tutta la durata del film, riuscendo ugualmente a realizzare una narrazione fluida. Capostipite di cliché, esemplare di “eroismo” di gruppo ed enorme presa in giro ai matrimoni. L’espressione da tonto di Hugh Grant, quell’aria indecisa e imbarazzata, ma al contempo affascinante. Il film che l’ha lanciato. Una commedia con gusto.

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