• I due volti di gennaio
    2014,  Tendere i nervi

    I due volti di gennaio

    I due volti di un film, un Giano Bifronte intrigante che aspira ad essere suadente, sofisticato, ma che in realtà non riesce a costruire mistero, a generare tensione sufficiente da farcela percepire a fior di pelle. Incantevole e affascinante la fotografia e bravi gli attori, Viggo Mortensen, Oscar Isaac e Kirsten Dunst, che comunque bella da amore a prima vista mai mi è sembrata. Tuttavia il film cavalca sull’impressione che possa esserci qualcosa in più, che mai arriva, e il tema del doppio non sorprende, ma si esaurisce in ciò che già sapevamo da inizio film, che finisce con il riempirsi di noia. Tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, è la prima…

  • Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza
    2014,  Cinefili,  Riflettere

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza è il film vincitore a Venezia del Leone d’oro del 2014. Così, come l’italianissimo barone rampante, il piccione svedese (forse noi, forse il regista, forse noi con gli occhi del regista) osserva dall’alto e riflette. E ciò che si vede è il tripudio dell’ineluttabile mediocrità esistenziale e l’indissolubile comunanza patemica delle persone, che in un qualche modo rende non eccezionale, non stra-ordinario, anche il film, in una coincidenza tra significante e significato. La frase di circostanza, l’azione apatica, il surrealismo della quotidianità. Il film, concettuale ed intelligente, trova la sua espressione in 39 piani sequenza, inquadrature immobili, che divengono quadri, dai colori cupi e…

  • 2012,  Cinefili,  Cinematerapia: una pillola per

    Holy Motors

    Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate. A dirlo era Hitchcock. In Holy Motors di vite ce ne sono molte, e tutte noiose. Sì, può essere cinematograficamente colto e citazionistico, ma allo stesso tempo talmente bizzarro e stravagante, nonché anarrativo, da renderlo difficilmente assimilabile.

  • 2014,  Avventurarsi

    Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte I

    Un primo film interessante, un secondo ripetitivo, questo terzo noioso. Cupo, grigio, ineluttabilmente triste. Non succede praticamente nulla. Viene spogliato di tutto ciò che aveva caratterizzato questa saga. Addirittura Peeta non si fa salvare da Katniss (ma da qualcun altro sì). Peccato che nella filmografia dell’eccezionale Philip Seymour Hoffman ci sarà questo, come suo ultimo film. Katniss però ci colpisce, se non con l’arco, con i suoi pipponi propagandistici. E io canto il mio dolore. Hunger Games – Il canto della noia.

  • Monuments Men
    2014,  Avventurarsi

    Monuments Men

    Un film dalle premesse buone e interessanti, dotato di un cast stellare, finisce invece con lo spegnersi lentamente, senza innalzamenti di ritmo o tensione, pervadendoci di noia. George Clooney (regista, produttore, sceneggiatore, attore, tuttofare) non deve aver mai ascoltato Neil Young, citato anche nella lettera del presunto suicidio di Kurt Cobain, che diceva: meglio bruciare che spegnersi lentamente. La mediazione tra la serietà dei valori che si cerca di veicolare e il tono della commedia non funziona. Sembra una allegra scampagnata durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui capita che qualcuno ci lasci le penne, ma fa niente. Io sono a favore e promotore della cultura e dell’arte, concorde con i…

Customized Social Media Icons from Acurax Digital Marketing Agency