• sballati d'amore
    2005,  Innamorarsi

    Sballati d’amore

    Tralasciando i commenti sulla scelta del titolo, Sballati d’amore è una commedia romantica fortemente incentrata sul lato romantico, sentimentale, che non cerca di essere troppo commedia, nel senso di voler far ridere, ma si limita (il che non è un limite) a far sorridere, focalizzandoci sul rapporto dei due protagonisti e le loro vicissitudini. Il film nel suo sviluppo narrativo segue dei passi già percorsi, restando convenzionale, e rappresentando delle coincidenze fortuite molto più vicine ai film che alla vita, ma riesce a essere comunque piacevole, legandosi molto ai dialoghi tra Ashton Kutcher e Amanda Peet e giovando della presenza e dalla performance dei suoi attori, sui quali è concentrata tutta l’attenzione. Alte dosi…

  • Ti va di ballare?
    2006,  Ballare

    Ti va di ballare?

    Ti va di ballare? è la classica storia gigiona saldata su schemi assodati, secondo il motto “ballo per non pensare alle cose brutte”, anche se il suo vero problema non è questo, ma che si tratta in realtà di una storia vera e interessante. Il potenziale della storia è invece stato espresso così: per punire un gruppo di ragazzi problematici, viene affibbiato loro come insegnante di danza un romantico e melenso Antonio Banderas. Le storyline secondarie sono accennate e presto abbandonate, così come i personaggi appena abbozzati. Si balla, certo, ma mai in modo coinvolgente o spettacolare. Forse l’unica cosa a non abbandonare la mia memoria sarà quella sgnacchera della tizia di…

  • 2011,  Cinematerapia: una pillola per,  Ispirarsi

    L’Arte di Vincere

    In un’epoca dove tutto nello sport viene misurato e calcolato, questo biopic è attualissimo, riuscendo allo stesso tempo dai numeri, quasi ossimoricamente, a parlare di romanticismo, umanità e sport. Brad Pitt, assistito da Jonah Hill, è un manager tratteggiato dalle sue azioni, seppure protagonista di dialoghi brillanti e coinvolgenti, che ricalca con classe la figura dell’outsider, un uomo dal passato segnato dal fallimento delle sue ambizioni, vicino allo spirito romantico ottocentesco della sehnsucht. Un trionfo della spettacolarità della verità, a scapito della più mainstream verosimiglianza spettacolare. “Come si fa a non essere romantici con il baseball?”. E con lo sport.

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