• C'era una volta in America
    1984,  Cinefili,  Il caricatore,  Sorprendersi

    C’era una volta in America

    C’era una volta in America una lezione di regia, una delle più belle colonne sonore di sempre, una storia d’amicizia e d’amore. L’ultimo film di Sergio Leone è, tuttavia, anche la storia dell’uomo, la storia dell’uomo moderno. A sopraffare l’altro non è più l’uomo che spara più veloce, ma il più avido e spietato. Basta un cucchiaino nella tazzina per la tensione, un telefono martellante nelle orecchie per il rimorso. Quarant’anni di vite incorniciate da riprese meravigliose e scenografiche, sapientemente ricamate fino all’ultimo nodo: un magnifico e sorprendente finale e, infine, un etereo e misterioso sorriso. Innegabile la magnificenza di questo film. Resta tuttavia dibattuto e controverso nei suoi tagli…

  • Il club delle prime mogli
    1996,  Ridere

    Il club delle prime mogli

    Bette Midler, Goldie Hawn e Diane Keaton sono le tre travolgenti e spumeggianti protagoniste de Il club delle prime mogli, bravissime interpreti di una commedia fresca e frizzante. Mogli e donne lasciate, questo è il vostro film, per una vendetta in celluloide rosa e per riderci sopra, per ironizzare con garbo (e un po’ di isterismo) sul divorzio. Le caratterizzazioni sono brillanti e i dialoghi ben congegnati, ai quali fa sfondo una bella scenografia e la costruzione di alcune scene furbe e divertenti. Attenzione ragazzi, qui le donne non chiedono la parità dei sessi, ma adoperano il loro machiavellico cervello per dimostrare la loro superiorità.

  • Il grande Gatsby
    2013,  Riflettere

    Il grande Gatsby

    Il grande Gatsby di Baz Luhrmann è vista e visione, uno sfoggio di costumi e di scenografia, aspetto in cui il regista è estremamente bravo, un film che esprime vuotezza e prova a riprendere così i temi di Francis Scott Fitzgerald, ma che invece si traduce in un film talmente vestito da essere ossimoricamente spoglio, senz’anima. Luhrmann sa organizzare delle belle feste, ma il party è frivolo, estremamente noioso. Due ore e venti minuti che mettono alla prova. Una sbronza che il giorno dopo fatichi a ricordare. Simile in alcuni aspetti e scelte a Moulin Rouge!, che fa da traccia, un po’ come stampo della poetica del suo autore, ma non…

  • Ave, Cesare!
    2016,  Cinefili

    Ave, Cesare!

    Con Ave, Cesare! i fratelli Coen ci portano sul set, nel loro mondo, seppure della Hollywood degli anni 50, creando un film intelligente, una critica sul cinema, le sue dinamiche e relazioni. Mannix, il protagonista, resta intrappolato in questo limbo, ove si dibatte strenuamente giorno e notte, e, seppure vi siano momenti di straordinaria lucidità, come il monologo di Clooney-centurione, la geniale tavola rotonda con i religiosi o altre tentazioni, resta: perché è giusto, quella fasulla fabbrica di sogni forse è meglio della vita. La struttura narrativa è frammentata e sregolata, tanto da renderlo quasi un cinefilo divertissement, che però, per la mancanza di un protagonista che persegue un obiettivo…

  • mezzogiorno di fuoco
    1952,  Il caricatore,  Riflettere

    Mezzogiorno di fuoco

    Un film che è tutta un’attesa, una solitaria e sconsolata preparazione al duello, in un mezzogiorno di fuoco che però non è il fuoco e il focus dell’opera, che invece è proprio tutto ciò che lo precede. L’integerrimo sceriffo Gary Cooper, seppure non costretto, se non dal suo senso del dovere, si batte per la sua gente, che invece pensa alla propria pellaccia e lo lascia solo. A essere forti non sono solo le venature politiche, ma più propriamente dell’uomo nella politica, nella polis, in società. Il leitmotiv Do not forsake me, oh my darling di Dimitri Tiomkine e la sua colonna sonora scandiscono la malinconia e i passi spaesati…

  • la stangata
    1973,  Sorprendersi

    La stangata

    Quando vuoi vedere un film ben recitato, dall’intrigo articolato ma preciso nei dettagli, puntuale nel sorprendere e coinvolgere, allora vuoi vedere La stangata. La stangata è una partita a poker con lo spettatore, un inganno così vero che è cinema puro. Scritto da David S. Ward come un incastro perfetto, senza difetti, il film viene affidato alla regia di George Roy Hill che coinvolge nel progetto i favolosi Paul Newman, Robert Redford e Robert Shaw, scrutandoli con maestria nella Chicago degli anni 30, anche grazie a una splendida scenografia, e ascoltandoli muoversi al ritmo del ragtime di Scott Joplin, riarrangiato da Marvin Hamlish. Tutto è possibile, l’imbroglio intrattiene perfettamente con il gusto che solo un trucco può dare, unito alla…

  • Maze Runner la fuga
    2015,  Avventurarsi

    Maze Runner – La fuga

    Se in Maze Runner – Il labirinto si era riusciti a costruire un’aurea di mistero, un’interesse verso la scoperta, abbinato efficacemente ad una narrazione veloce e dinamica, in Maze Runner – La fuga si avverte la mancanza di questi dati, della prova e del fascino che suscitava il labirinto, mentre la corsa del film e dei personaggi, una vera e propria fuga da tutto e tutti, manca di un obiettivo finale forte, definito. Seguiamo Thomas e compagni per inerzia, in quanto non v’è empatia con i fuggitivi, manca un coinvolgimento forte, probabilmente derivante da una caratterizzazione debole e rimandata al precedente film e da dialoghi fiacchi e riempitivi, impedendo dunque, anche ai…

  • Big Eyes
    2014,  Riflettere

    Big eyes

    Di Big eyes è quasi scontato, ma necessario, dire come esso sia un film di Tim Burton che si discosta dai tratti marcati che rappresentano il suo cinema, ma che aderisce più alla fedeltà della rappresentazione di una vicenda realmente accaduta. Che le motivazioni siano l’amicizia di Burton con la pittrice Margaret Keane o una semplice scelta, poco importa. Big eyes si distingue senza dubbio per l’accuratezza della scenografia, meritevole, insieme a trucchi e costumi, a farci vivere un po’ di anni 50 e 60 e alle interpretazioni dei suoi due attori principali: Amy Adams e Christoph Waltz, le cui performance spesso sembrano essere il film stesso. La storia tuttavia,…

  • The terminal
    2004,  Innamorarsi,  Ridere,  Riflettere

    The terminal

    La ripetizione, l’attesa, l’amore, la non velata critica alle contraddizioni dell’America. Steven Spielberg estrapola da un curioso fatto di cronaca una storia intrigante e originale, che riesce con stile a commisurare l’elemento umoristico a quello riflessivo, finendo con il parlare d’amore, di diversa fattura, forse bizzarro ma non scontato (né nel modo di parlarne, né negli sviluppi narrativi). The terminal non soffre la claustrofobia del suo soggetto, anzi la reclusione all’interno dell’aeroporto, ove è girato tutto il film, non appesantisce lo stesso, aiutato da un’ottima scenografia e dai suoi attori: il grande Tom Hanks, la deliziosa Catherine Zeta-Jones e l’insopportabilmente bravo Stanley Tucci, supportati da personaggi di contorno efficacemente caratterizzati.…

  • quando la moglie è in vacanza
    1955,  Cinematerapia: una pillola per,  Ridere

    Quando la moglie è in vacanza

    Potremmo dirlo un film, ma anche un irrefrenabile e spontaneo soliloquio, uno stream of consciousness del paranoico, indeciso e schizofrenico Tom Ewell, straordinario. D’impronta teatrale, due sole sono infatti le scenografie, l’ufficio e la casa, Billy Wilder realizza una commedia briosa con semplicità, fondata sull’assunto del “vorrei ma non posso”, canzonando le pulsioni sessuali maschili e il tema del tradimento. Bastano infine pochi attimi di girato, con una Marilyn Monroe di bianco vestita, che attende il passaggio della metro sopra una grata per rinfrescarsi. La gonna svolazza e la scena diventa cult.

  • 2012

    Total Recall – Atto di Forza

    Dalla storia di Philip Dick, passando per il film degli anni 90 con Schwarzenegger, quest’ultimo film si distacca dai suoi avi, proponendosi soprattutto come un puro action, senza ambizioni filosofiche. In questa chiave Total Recall diverte e intrattiene, con due bellezze sporche e cattive come Jessica Biel e Kate Beckinsale a supportare Colin Farrell, tra una sparatoria e un salto nel vuoto, con alle spalle scenografie rimembranti Blade Runner e immagini familiari a Star Wars.

  • 2013,  Avventurarsi

    Snowpiercer

    Negli ultimi anni (molti anni) la fantascienza guarda al futuro e vede film come Snowpiercer, dal carattere distopico, in cui la fiducia nell’uomo è davvero poca. Da un lato ci sono le scenografie, la fotografia, la regia di Bong Joon-ho e una eccezionale Tilda Swinton. Dall’altro una ibridazione di Corea e America che lascia dei dubbi, la sceneggiatura contestabile, dettagli poco chiari e l’essenza cupa, grigia e macabra del film.

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