• la stangata
    1973,  Sorprendersi

    La stangata

    Quando vuoi vedere un film ben recitato, dall’intrigo articolato ma preciso nei dettagli, puntuale nel sorprendere e coinvolgere, allora vuoi vedere La stangata. La stangata è una partita a poker con lo spettatore, un inganno così vero che è cinema puro. Scritto da David S. Ward come un incastro perfetto, senza difetti, il film viene affidato alla regia di George Roy Hill che coinvolge nel progetto i favolosi Paul Newman, Robert Redford e Robert Shaw, scrutandoli con maestria nella Chicago degli anni 30, anche grazie a una splendida scenografia, e ascoltandoli muoversi al ritmo del ragtime di Scott Joplin, riarrangiato da Marvin Hamlish. Tutto è possibile, l’imbroglio intrattiene perfettamente con il gusto che solo un trucco può dare, unito alla…

  • Zelig
    1983,  Cinefili,  Ridere,  Riflettere

    Zelig

    Psicanalisi, satira, sociologia e un purissimo concentrato di geniale grigia materia di 79 minuti, sotto le mentite spoglie di un mockumentary. Di Zelig, di Woody Allen, ne potremmo parlare per ore. Per piacere ed essere accettati bisogna essere uguali o simili agli altri? Sì. E così, sulle corde di questo interrogativo, Leonard Zelig diventa una sorta di supereroe, l’uomo camaleonte, maschera e impersonificazione di un eccessivo conformismo. L’uno, nessuno, centomila di Allen, diviene strumento per riflettere, provocare e prendere per il culo, ma facendolo così: afferrando con mano l’altrui natiche. Il tutto è supportato dalla musica, eccezionale la Chameleon song, dalla tecnica, che riesce a rendere il film un vecchio documento, con…

  • Big Eyes
    2014,  Riflettere

    Big eyes

    Di Big eyes è quasi scontato, ma necessario, dire come esso sia un film di Tim Burton che si discosta dai tratti marcati che rappresentano il suo cinema, ma che aderisce più alla fedeltà della rappresentazione di una vicenda realmente accaduta. Che le motivazioni siano l’amicizia di Burton con la pittrice Margaret Keane o una semplice scelta, poco importa. Big eyes si distingue senza dubbio per l’accuratezza della scenografia, meritevole, insieme a trucchi e costumi, a farci vivere un po’ di anni 50 e 60 e alle interpretazioni dei suoi due attori principali: Amy Adams e Christoph Waltz, le cui performance spesso sembrano essere il film stesso. La storia tuttavia,…

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