• Gli spietati
    1992,  Il caricatore

    Gli spietati

    Non è Joe, nè il Monco, tantomeno il biondo, seppure potrebbero, ma semplicemente Clint Eastwood in un suo film, dove interpreta un bounty killer ormai in pensione. Dedicato a Sergio Leone e Don Siegel, Gli spietati è un western atipico, dove più che rappresentare il tramonto dei celebri buonty killer, si espletano i suoi sensi di colpa. Si parla di violenza. È un dramma umano. Nessuno è buono, simpatico o totalmente cattivo, ci dispiace quasi per tutti, mentre sono soprattutto emozioni a sibilare come ferro rovente anziché le pallottole. Eccezion fatta per il finale. Gli spietati scardina la mitologia western. Ognuno dice la sua sul vecchio West e lo fa in maniera…

  • fargo
    1996,  Il caricatore,  Tendere i nervi

    Fargo

    Fargo, quel puzzle di film bianco neve, incrostato di sangue e sporco di nero umorismo. Composto con perizia e tratto personale dai fratelli Coen, va infine a rappresentare la violenza e la stupidità dell’uomo. Ma anche l’illogica stupidità della violenza, come sottolinea l’ultimo soliloquio di Marge (France McDormand) in auto, e la spaventosa normalità di questa composizione filmica. Marge torna a letto con il suo apatico marito e piega sopra di sé le coperte del suo letto, come ogni qualsiasi giorno. Nessun stereotipo. Criminali che guardano soap opera come te e persone come te che ordiscono subdole cattiverie. Il tutto venato dal terribile ridicolo che si cela tra le pieghe della…

  • Planet Terror
    2007,  Spaventarsi

    Planet Terror

    Un trasognante incubo, putrefatto e vago, oniricamente e sgargiatamente insensato. Parte del dittico Grindhouse, completato da A prova di morte dell’amico Tarantino, Robert Rodriguez esplicita la sua passione per i film d’exploitation e i B-movie tramite una massa di zombie cannibali e una sfacciata esibizione del brutto, della violenza e del sesso. Il progetto congiunto prevedeva inoltre dei falsi trailer, dei quali, nella versione italiana di Planet Terror, viene mostrato solo Machete, che in futuro diverrà veramente un film. Nel narrato viene anche simulato un pezzo di pellicola mancante, che impedisce così la visione.

  • Tutti i morti nei film di Quentin Tarantino
    Controindicazioni

    Tutti i morti nei film di Quentin Tarantino

    Tutti noi fan di Quentin Tarantino conosciamo e riconosciamo nei suoi film una buona dose di violenza come caratteristica ricorrente. Armi, uccisioni e sangue, per un numero di personaggi morti non certo esiguo. Sì, ma quanti? La rivista americana Vanity Fair ha deciso dunque di ovviare a questa esistenziale domanda, creando un’infografica che tiene il conto di tutti i morti nei film di Quentin Tarantino e in quale modi essi sono stati spediti all’altro mondo. Il conteggio parte da Reservoir dogs – Le iene, escludendo naturalmente la sua opera prima, My best friend’s birthday, reperibile solo parzialmente, fino a Django Unchained, in attesa del prossimo all’uscita The hateful eight. Il conteggio totale…

  • 2013,  Alienarsi,  Cinematerapia: una pillola per,  Sorprendersi

    Ender’s Game

    Passato un po’ in sordina, ingiustamente, Ender’s Game è un prodotto di un genere di moda di questi tempi. Seppure tratto da un romanzo di Orson Scott Card del 1985, vincitore del premio Hugo, ricalca infatti le caratteristiche del filone Young Adult, a cui appartengono i recenti Hunger Games, Maze Runner e Divergent, elevandosi al contempo dal solo piacevole intrattenimento. La fantascienza è infatti sfruttata per mettere in luce alcuni aspetti dell’uomo e restiamo sempre legati alla psicologia del personaggio, sfiorando il tema della violenza del militarismo e lo sfruttamento dei ragazzi con ogni mezzo, per scopi considerati più alti. Interessante, coinvolgente e dal buon finale.

  • 1975,  Cantare,  Cinefili

    Rocky Horror Picture Show

    Un musical venato di horror, sfumato nella commedia e ammiccante ai b-movie, dal teatro attraverso il cinema, si estrinseca in un cult che dovrebbe essere visto. Sconcertante e rivoluzionario nel 1975, è ancor oggi irriverentemente attuale e fastidiosamente trasgressivo. Gli ideali del post 68 si esplicitano qui in una allegoria, una parata anticonvenzionale, interrogativa sul concetto di normalità, ostile al perbenismo, in un tripudio di omosessualità, travestitismo, bisessualità, violenza. Semiotica e citazioni, per omaggiare e irridere, dall’antenna RKO al castello di Dracula, dall’ispiratore Frankenstein allo sguardo al dottor Stranamore di Kubrick, disseminando il tutto d’arte, con la Gioconda, il David, il Discobolo, la Venere di Milo e la Creazione di Michelangelo sul…

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