• frankenstein junior
    1974,  Ridere

    Frankenstein Junior

    Frankenstein Junior è probabilmente il più grande successo di Mel Brooks, anche grazie alla sceneggiatura di Gene Wilder, revisionata in seguito insieme al regista. Ma cosa ha reso questo film un classico? Un soggetto horror, più e più volte maneggiato, viene rivisto in chiave ironica e satirica nei confronti della scienza. I giochi di parole abbondano e le battute colpiscono nel segno il pubblico, che le ricorda e ripete. Il tema, sottotraccia e sottopelle, è quello dell’immortalità, ma il tutto diviene una interpretazione goliardica delle pulsioni sessuali, tanto che questo aspetto (attenzione allo spoiler) permea perfino il finale stesso. Questo infatti sembra dirci in poche parole: la vita, la morte, che…

  • il libro della vita
    2014,  Fantasticare,  Innamorarsi

    Il libro della vita

    Prima de Il libro della vita, non s’è mai visto un film d’animazione parlare della morte con tale leggiadria (ma non leggerezza), sfiorando solo per pochi attimi la malinconia, distraendo subito con una risata. Dall’incontro tra la cultura messicana e l’epica classica, con una scommessa tra Dei, scaturisce una storia d’amore e d’avventura. Seppure intagliati nel legno, come marionette in mani altrui, i protagonisti hanno una morbidezza espressiva verso la quale è impossibile non simpatizzare e si muovono nella ben architettata storia come gli arzigogoli disegnati sul loro volto e sui loro vestiti. Dalla rappresentazione all’intreccio, bene, benissimo, signor Jorge Gutierrez.

  • La vita è meravigliosa
    1946,  Almeno una volta nella vita,  Commuoversi

    La vita è meravigliosa

    La vita è meravigliosa è una favola toccante, di dickensiana parvenza, spesso trasmessa in periodo natalizio, ma che è un classico del cinema in generale. Il film di Frank Capra, tratto da una storia di Philip Van Doren Stern, si avvale di una sceneggiatura ad incastro perfetta, che va a costruire un vissuto, anche per lo spettatore, che confluisce poi nella parte finale, magica, commovente, speciale. Lo è perché La vita è meravigliosa, oltre ad essere tecnicamente un film perfetto, interpretato magistralmente, in particolare da James Stewart, risponde a qualche domanda fondamentale, esistenziale, dell’uomo. E lo fa in maniera meravigliosa.

  • The terminal
    2004,  Innamorarsi,  Ridere,  Riflettere

    The terminal

    La ripetizione, l’attesa, l’amore, la non velata critica alle contraddizioni dell’America. Steven Spielberg estrapola da un curioso fatto di cronaca una storia intrigante e originale, che riesce con stile a commisurare l’elemento umoristico a quello riflessivo, finendo con il parlare d’amore, di diversa fattura, forse bizzarro ma non scontato (né nel modo di parlarne, né negli sviluppi narrativi). The terminal non soffre la claustrofobia del suo soggetto, anzi la reclusione all’interno dell’aeroporto, ove è girato tutto il film, non appesantisce lo stesso, aiutato da un’ottima scenografia e dai suoi attori: il grande Tom Hanks, la deliziosa Catherine Zeta-Jones e l’insopportabilmente bravo Stanley Tucci, supportati da personaggi di contorno efficacemente caratterizzati.…

  • Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza
    2014,  Cinefili,  Riflettere

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza è il film vincitore a Venezia del Leone d’oro del 2014. Così, come l’italianissimo barone rampante, il piccione svedese (forse noi, forse il regista, forse noi con gli occhi del regista) osserva dall’alto e riflette. E ciò che si vede è il tripudio dell’ineluttabile mediocrità esistenziale e l’indissolubile comunanza patemica delle persone, che in un qualche modo rende non eccezionale, non stra-ordinario, anche il film, in una coincidenza tra significante e significato. La frase di circostanza, l’azione apatica, il surrealismo della quotidianità. Il film, concettuale ed intelligente, trova la sua espressione in 39 piani sequenza, inquadrature immobili, che divengono quadri, dai colori cupi e…

  • 2014,  Avventurarsi,  Riflettere

    The giver – Il mondo di Jonas

    Dal disagio di un mondo da voler cambiare, nasce la sfiducia che esso possa farlo in meglio e si riflette in sé stesso, guardando a cosa già c’è, tra le atrocità, di meraviglioso. The giver è un inno alla vita, all’amore, alla diversità, al libero sentire. Tra la fantascienza come veicolo di critica o di riflessione e la moda, legata al genere Young Adult d’ambientazione distopica, il film sembra partorirsi da un compromesso e non dipanare la potenza di cui è intrinsecamente possessore. In The giver la parola viene ceduta all’immagine, pregna di aspetti culturali, espressi tramite la loro iconicità e il colore, che, come la visualità, viene utilizzato con sapienza semantica e…

  • 2014,  Ispirarsi

    The Imitation Game

    Nell’anno dei biopic, The Imitation Game è una storia che è giusto raccontare, necessaria, che fa cultura generale, riuscendo al tempo stesso a mostrare l’intelligenza e la stupidità umana. Divincolandosi in tre tempi differenti, il film punta i riflettori sul bravissimo Benedict Cumberbatch, al centro della scena, rappresentando le angosce della ricerca di Alan Turing, la sua vita e il suo spirito. The Imitation Game è uno dei migliori film dell’anno, mancando tuttavia l’appuntamento con la grandezza. Il suo più grande, e forse unico, difetto è infatti il suo non essere sconvolgente, il non riuscire a stritolare le budella dello spettatore e pizzicare il suo intelletto, di fronte a quella…

  • 1975,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Ridere,  Riflettere

    Amici miei

    Dal progetto di Pietro Germi alle mani di Mario Monicelli, quattro più uno amici, straordinari e spassosi cattivi esempi, protagonisti di burle e supercazzole, sullo sfondo di una sottesa e indelebile malinconia. Dal soggetto alla struttura, dalla sceneggiatura agli attori e le loro vite cinematografiche, Amici miei non può che essere una suadente nostalgia verso una commedia italiana che fu, di indelebile splendore e potenza. Nell’immaginario non possono che imprimersi talune scene, quali quelle alla stazione o all’ospedale, e una risata che non deve nascere dal realismo fedele, ma dalla pura e sublime invenzione verosimile. Infine la parvenza di una morale, salvo poi ribaltarla nell’ossimorica e geniale scena finale. In…

  • 2014,  Cinematerapia: una pillola per,  Innamorarsi,  Ridere

    Mai così vicini

    Michael Douglas e Diane Keaton sono due non più giovani, che hanno reagito in modo differente ai traumi della vita. Lui è scorbutico, egoista, menefreghista e un affascinante stronzo, mentre lei una fragile ed emotiva donna, ancora legata al sogno di fare la cantante. Il nuovo film di Rob Reiner non ha tra i suoi punti di forza l’originalità della storia o un finale sorprendente, ma il regista, che nei suoi anni d’oro ci aveva regalato La storia fantastica, Harry ti presento Sally e Misery non deve morire, dimostra di non aver perso lo smalto. La sua commedia ha stile e compensa con dialoghi pungenti, personaggi ben caratterizzati, buoni tempi comici…

  • 1967,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Innamorarsi,  Riflettere

    Il Laureato

    Un film di passaggio, che regala nuova vitalità a Hollywood, che dà il via a una nuova generazione di attori e registi talentuosi. Il laureato è un romanzo di formazione stampato su pellicola, dove il senso di inadeguatezza, il recondito disagio e la flebile inerzia che talvolta sembra sospingere la vita di tutti, così come quella di Benjamin, sono scrutati dalla regia nuova e magistrale di Mike Nichols e orchestrati dalle favolose musiche di Simon & Garfunkel. L’ansia del futuro, anche quando tutto va bene, muove poi il protagonista dalla stasi verso l’esperienza nuova, la ricerca di risposte e l’intrigo amoroso, culminante nei minuti finali, memorabili.

  • 2012,  Cinefili,  Cinematerapia: una pillola per

    Holy Motors

    Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate. A dirlo era Hitchcock. In Holy Motors di vite ce ne sono molte, e tutte noiose. Sì, può essere cinematograficamente colto e citazionistico, ma allo stesso tempo talmente bizzarro e stravagante, nonché anarrativo, da renderlo difficilmente assimilabile.

  • 2014,  Ispirarsi

    Grace di Monaco

    Dopo la visione resta un flebile dubbio sull’identità di questo film. Cosa vuole essere? Olivier Dahan sembra voler rispondere al perché Grace Kelly abbia smesso di recitare, focalizzandosi su un solo anno della sua vita. Il frutto di certo non è un biopic, ma più una fotografia iconica, una serigrafia di Andy Warhol, che visivamente si esplica in filtri fotografici molto marcati, soprattutto il giallo, e primissimi piani di Nicole Kidman e del suo sguardo, così insistiti che Sergio Leone si starà ribaltando sul suo divano di pelle di cucciolo di foca. Gli attori, soprattutto Nicole Kidman, Tim Roth e Frank Langella, sono eccezionali. Il film non è brutto, ma annoia. Tranne…

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