troll film 2022 recensione
2022,  Avventurarsi

Troll

Un’esplosione nelle montagne norvegesi risveglia un’antica creatura, che si credeva appartenere solo alle fiabe: un troll. Il film di Roar Uthaug, regista nel 2018 del Tomb Raider con Alicia Vikander, è un classico monster movie con davvero poche variazioni sul tema.

Cambiano l’ambientazione e la creatura, ma il troll è una sorta di King Kong che si muove indisturbato sul territorio verso la città, Oslo. Le armi non lo scalfiscono e solo un vecchio pazzo, unico a credere alle antiche leggende, sembra essere in grado di comprenderlo e dunque di capire come fermarlo.

Purtroppo però la dicotomia tra combatterlo e capirlo, che sembrerebbe essere un tema portante, viene invece abbandonata nell’arco dello sviluppo narrativo e i protagonisti si muovono nella storia senza un obiettivo chiaro.

Nel finale, il film (parliamo comunque di un discreto intrattenimento) va alla deriva infilando nei dialoghi alcune citazioni cinematografiche random e abbozzando il solito e insopportabile “discorso epico” del comandante prima della battaglia.

Nonostante un finale deludente e non molto chiaro, la scena post credit apre a un sequel.