uncharted film recensione
2022,  Avventurarsi

Uncharted

Non è certo la prima volta che un videogame viene trasposto al cinema e Uncharted tenta nuovamente l’operazione, raccontando una storia prequel a quella per console.

Con l’aiuto del cacciatore di tesori Sully, il giovane Nathan Drake s’imbarca in un’avventura alla ricerca del celebre tesoro dell’esploratore Magellano, di cui il fratello scomparso gli parlava da bambino.

Guardando Uncharted il primo riferimento cinematografico a balenare in mente potrebbe essere quello di Tomb Raider, sia per i temi che per il cambio di medium. Lo sviluppo del film di Ruben Fleischer ricorda però molto di più Il mistero dei templari con Nicolas Cage o una storia di Dan Brown (Il codice da Vinci). Purtroppo ciò che fa la differenza è la scrittura.

La sceneggiatura di Uncharted è molto flebile, con salti logici rapidi e deduzioni improvvise che rendono lo sviluppo eccessivamente semplicistico… quasi come in un videogame.

Il protagonista, Tom Holland, ha la faccia molto pulita per un ruolo che forse richiedeva dello “sporco” e sembra ancora legato al ruolo di Spider-Man. La storia non lo aiuta, tanto da costringerlo a saltare e arrampicarsi come un uomo ragno, talvolta anche contro le leggi della fisica (su tutte la troppo inverosimile scena iniziale).

Capita la forma del film si può anche goderselo, trascurando i centoventimila tradimenti e doppigiochi, fino a un duello finale a bordo di navi volanti che senz’altro ha dalla sua la non convenzionalità dell’idea.