Drive

Seppure il driver guida veloce, il ritmo del film è lento, gli sguardi e le parole ponderati, seppure non soppesati nel significato e nella forza.

Un imperscrutabile Ryan Gosling è una sorta di postmoderno antieroe leoniano, metropolitano e sanguinoso, di cui non conosciamo nemmeno il nome. Solo.

Crudo, tristemente spietato, spezzato dai silenzi, Drive si distingue per la splendida fotografia e un’ottima regia di Nicolas Winding Refn, che offre anche alcuni interessanti “guizzi”: la scena dell’ascensore, quella finale della maschera e l’ultima inquadratura.

Il film tuttavia, non riesce ancora a staccarsi del tutto dal malavitoso italiano, dalla personale vendetta dell’uomo solitario. È la sceneggiatura a non osare e distinguersi.

Stona infine la musica pop, a sprazzi sintetica, che poteva invece con una scelta diversa costituire un valore aggiunto.