Fargo

Fargo, quel puzzle di film bianco neve, incrostato di sangue e sporco di nero umorismo.

Composto con perizia e tratto personale dai fratelli Coen, va infine a rappresentare la violenza e la stupidità dell’uomo. Ma anche l’illogica stupidità della violenza, come sottolinea l’ultimo soliloquio di Marge (France McDormand) in auto, e la spaventosa normalità di questa composizione filmica. Marge torna a letto con il suo apatico marito e piega sopra di sé le coperte del suo letto, come ogni qualsiasi giorno.

Nessun stereotipo. Criminali che guardano soap opera come te e persone come te che ordiscono subdole cattiverie. Il tutto venato dal terribile ridicolo che si cela tra le pieghe della vita.

Di tutto questo i Coen giocano, tra titoli di testa e coda, dicendoci che la storia è vera e dopo averla vista che invece non è così. Ma noi ormai ci abbiamo creduto, perché potrebbe esserlo.

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