La spiegazione di Enemy – Film di Denis Villeneuve

“Che ca**o abbiamo appena visto?” – Esclamazione dell’autore di questo articolo al termine della visione di Enemy, rivolto verso la propria mamma. Esterrefatto e spaesato, lo sguardo cerca di posarsi in qualche dove alla disperata di ricerca di una spiegazione di Enemy.

L’uomo duplicato

Prima di inoltrarci in una spiegazione di Enemy, con il dovuto raziocinio e precisione, è necessario risalire al suo capostipite, ovvero il romanzo “L’uomo duplicato” di José Saramago.

Come in Enemy, Tertuliano Máximo Afonso, protagonista del libro, incontra un’altra persona uguale identica sé stesso, evento su cui lo scrittore premio Nobel, fonda un romanzo permeato dal tema del doppio, che va a sfaldare con una politica dell’assurdo quella che è la convinzione di ognuno di noi: essere unici al mondo.1

La spiegazione di Enemy

Villeneuve riprende in parte Saramago, ma declina il suo doppio in maniera differente. Adam Bell e Anthony St. Claire sono la stessa persona e lo possiamo dedurre da alcuni dettagli del film, in particolar modo dalle parole della madre che cita quella piccola mania per il cinema di Adam. Questo tuttavia non spiega comunque tutto ciò che vediamo e che succede.

Il doppio in Enemy, che si mostra visivamente nei due personaggi, è la rappresentazione di due diverse pulsioni del protagonista. Il desiderio di trasgredire, di andare con altre donne ed essere libero, che si incarna in Anthony, e il legame familiare, il vincolo al matrimonio e all’arrivo di un figlio, dunque alla morale, all’etica, alle convenzioni, che si incarna in Adam.

Villeneuve stesso chiarisce questa scissione, affermando che Enemy è la storia di un uomo che decide di lasciare la sua amante per tornare da sua moglie e noi vediamo questa storia dal punto di vista del suo subconscio.2

Significato del finale

Con l’incidente automobilistico muore la parte del protagonista che desiderava la libertà delle pulsioni, il tradimento. Il nostro Jake Gyllenhaal decide di tornare dalla moglie, con cui fa l’amore.

Poi però ritrova la chiave. La chiave che apriva la stanza (della sua mente) della trasgressione. Adam raggiunge sua moglie nella sua stanza e… c’è un ragno gigante attaccato alle pareti!

La lezione di storia a inizio film non è chiaramente casuale. Si parla di forme di controllo della massa e di come la storia si ripeta. È lo stesso che accade ad Adam. Ritrovando la chiave ritrova anche l’istinto a tradirla e a ripetere le stesse azioni.

Ma perché i ragni?

Il ragno con le sue 8 zampe e la ragnatela in grado di tessere, è il simbolo del controllo, dei vincoli, probabilmente sia psicologici, di paranoia e frustrazione, che sociali, culturali. A inizio film l’uomo tradisce e quindi schiaccia il ragno, nel finale torna a farsi sentire vivo, grosso, perché lo stesso fa la sua tentazione, e l’incarnazione del ragno e dunque dell’oppressione, è proprio la moglie e il matrimonio.

Enemy è un film che si fonda fortemente sul conflitto, così come il romanzo di Saramago, e la sua interpretazione può comunque essere soggettiva e arbitraria.

E l’Enemy del titolo, chi è? Le donne, che tessono le loro tele? La nostra stessa psiche e dunque il protagonista stesso? O forse le strette maglie della società? A voi l’arduo responso.


1 La frusta.net, José Saramago – L’uomo duplicato – Einaudi, Torino 2003 – Traduzione di Rita Desti.
2 Bad Feeling Magazine, We talk to director Denis Villeneuve about Enemy, his insane new movie, March 11, 2014.