1975,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Ridere,  Riflettere

Amici miei

Dal progetto di Pietro Germi alle mani di Mario Monicelli, quattro più uno amici, straordinari e spassosi cattivi esempi, protagonisti di burle e supercazzole, sullo sfondo di una sottesa e indelebile malinconia.

Dal soggetto alla struttura, dalla sceneggiatura agli attori e le loro vite cinematografiche, Amici miei non può che essere una suadente nostalgia verso una commedia italiana che fu, di indelebile splendore e potenza. Nell’immaginario non possono che imprimersi talune scene, quali quelle alla stazione o all’ospedale, e una risata che non deve nascere dal realismo fedele, ma dalla pura e sublime invenzione verosimile.

Infine la parvenza di una morale, salvo poi ribaltarla nell’ossimorica e geniale scena finale. In fondo cosa serve la vita se non ad essere vissuta e gustata attraverso brevi momenti o lunghe zingarate? In fondo Peter Pan è il buono della fiaba.

Prosegui la cinematerapia:

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Floating Social Media Icons by Acurax Wordpress Designers
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: