Blues Brothers – Il mito continua film recensione
1998,  Ballare,  Cantare,  Ridere

Blues Brothers – Il mito continua

Blues Brothers – Il mito continua, 18 anni dopo, senza John Belushi, John Candy e Cab Calloway. Elwood Blues esce di galera e vuole riunire la band.

Blues Brothers 2000 (questo il titolo originale) ricalca fedelmente il primo film, riproponendo sostanzialmente la stessa storia e gli stessi temi. Il risultato è stato un grosso fallimento al box office e ha ricevuto un riscontro di critica e di pubblico molto freddo.

Il film non ha infatti la forza dissacrante dell’originale (come prevedibile) e nonostante goda di un’ottima colonna sonora, manca della spinta travolgente che avevano i pezzi della prima, nonostante le divertenti variazioni sul genere caraibico e bluegrass.

Resta la vena demenziale e assurda, dall’auto che va sott’acqua alla scena in cui le macchine della polizia si schiantano una dietro l’altra. John Goodman subisce il parallelo con Belushi, ma dà vita a un personaggio simpatico, mentre l’innesto del bambino, un baby blues brother, ha un ruolo fondamentalmente di contorno.

Blues Brothers – Il mito continua è in definitiva un’appendice del cult del 1980, ma nonostante ciò può regalare una serata leggera e divertente, in compagnia di un buon blues.