Isola nera
Un giovane ingenuo, un’insegnante manipolatrice, una famiglia troppo sfortunata. Sono gli ingredienti di Black island (Isola nera), thriller tedesco inserito nel catalogo di Netflix.
Un film facilmente identificabile sin dai suoi primissimi minuti. Una serie di incidenti troppo improbabili per sembrare casuali e un/una colpevole palese.
Dovrebbe essere allora il “perché” a tenere vivo l’interesse dello spettatore, ma Isola nera viaggia su binari eccessivamente prevedibili, senza mai riuscire a creare momenti di tensione, che dovrebbero essere imprescindibili considerato il genere.
L’unica vera svolta narrativa e situazione da thriller è troppo improbabile per essere credibile.
Si procede quindi senza sussulti fino al finale e alla dovuta spiegazione, non solo della vicenda ma anche del titolo del film, anch’esso poco a fuoco.
Un’ultima nota sulla colonna sonora, una serie di canzoni che poco ci azzeccano con le situazioni, le scorribande amorose e gli sterminati spazi aperti del paesaggio, altro elemento poco integrato con la trama.