• Il treno per il Darjeeling
    2007,  Avventurarsi

    Il treno per il Darjeeling

    Il treno per il Darjeeling, simbolico e trasportante allegorie. Un esercizio di stile di Wes Anderson, dai tratti peculiari di quella che è una sua poetica filmica. Strano da essere straniante. Impossibile legarsi ad alcuno dei protagonisti. Le eccentriche psicologie sono dipinte in stile rococò. Meno intrigante e ironico de Le avventure acquatiche di Steve Zissou, fa un po’ le prove d’intaglio per il diamante Grand Budapest Hotel. Questo viaggio in treno tende a divenire noioso e a farci pensare a quando sopraggiungeremo alla meta.

  • 2015,  Cinefili

    Il Racconto dei Racconti

    Un onirico viaggio nelle viscere delle pulsioni umane più recondite, un carnevale di allegorie dove Eros e Thanatos si dibattono, sempre in bilico. Matteo Garrone sembra voler giocare a colpire lo spettatore con immagini sgradevoli e forti, spesso riempite da una, curialesca e antiteticamente soave, musica d’accompagnamento da carillon, se non dal semplice battere delle percussioni, per abbandonarsi sovente al silenzio. L’effetto è quello dello straniamento e mai dell’empatia o del coinvolgimento narrativo. La regia è colta, la camera scruta e spesso dipinge quadri. Splendida la fotografia, mentre agli elaborati costumi d’epoca, s’abbina il fantastico, non convenzionale, mai abusato.

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