• 2015,  Cinefili

    Il Racconto dei Racconti

    Un onirico viaggio nelle viscere delle pulsioni umane più recondite, un carnevale di allegorie dove Eros e Thanatos si dibattono, sempre in bilico. Matteo Garrone sembra voler giocare a colpire lo spettatore con immagini sgradevoli e forti, spesso riempite da una, curialesca e antiteticamente soave, musica d’accompagnamento da carillon, se non dal semplice battere delle percussioni, per abbandonarsi sovente al silenzio. L’effetto è quello dello straniamento e mai dell’empatia o del coinvolgimento narrativo. La regia è colta, la camera scruta e spesso dipinge quadri. Splendida la fotografia, mentre agli elaborati costumi d’epoca, s’abbina il fantastico, non convenzionale, mai abusato.

  • Django Unchained
    2012,  Almeno una volta nella vita,  Il caricatore

    Django Unchained

    Fantastico. Arte che intrattiene, intrattenimento artistico. Se siete innamorati del cinema, guardare Django Unchained di Quentin Tarantino è come far l’amore con una delle sue più belle figlie. Dialoghi epifanici, gustosi dettagli anacronistici, musica incisiva, sceneggiatura magistrale, interpretazioni alte, citazioni colte. Regia, narrazione, fotografia. Un film di godibile perfezione, come se ne vedono troppo pochi in troppo tempo. L’unico, super-virgolettato difetto, drammaturgicamente parlando, è un doppio finale, che però diventa solo una scusa in più per godersi ancora un po’ di Django.

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