• 10 film che fanno piangere per farsi del male a San Valentino
    Controindicazioni

    10 film che fanno piangere per farsi del male a San Valentino

    C’è chi la sera di San Valentino uscirà a cena con la propria consorte, chi ci trascorrerà del tempo insieme senza che il dove importi, chi vuole fare l’alternativo e dimostrare la sua ostilità verso la terribile e consumistica festività e a chi semplicemente non importerà un fico secco e nemmeno un fico molle. In ogni caso, se cercate un film strappalacrime da guardare con la vostra consorte o, più probabilmente, non l’avete e avete intenzione di struggervi tutta la serata pensando a quanto è deprimente una vita senza amore, ecco allora per voi una lista di film che fanno piangere, con tanto di LACRIMOMETRO® per misurare le lacrime che vi…

  • 1975,  Cantare,  Cinefili

    Rocky Horror Picture Show

    Un musical venato di horror, sfumato nella commedia e ammiccante ai b-movie, dal teatro attraverso il cinema, si estrinseca in un cult che dovrebbe essere visto. Sconcertante e rivoluzionario nel 1975, è ancor oggi irriverentemente attuale e fastidiosamente trasgressivo. Gli ideali del post 68 si esplicitano qui in una allegoria, una parata anticonvenzionale, interrogativa sul concetto di normalità, ostile al perbenismo, in un tripudio di omosessualità, travestitismo, bisessualità, violenza. Semiotica e citazioni, per omaggiare e irridere, dall’antenna RKO al castello di Dracula, dall’ispiratore Frankenstein allo sguardo al dottor Stranamore di Kubrick, disseminando il tutto d’arte, con la Gioconda, il David, il Discobolo, la Venere di Milo e la Creazione di Michelangelo sul…

  • into the woods
    2014,  Cantare

    Into the Woods

    Tutto il bosco è paese. E pure piccolo, perché Into the woods, seppure sterminati e bui, è impossibile non incrociare qualcuno. Direttamente dalla nemesi del buon manuale di drammaturgia: tutto piatto e nessun climax, scene mostrate senza alcun fine. L’obiettivo della strega, il personaggio più forte, che si esaurisce a mezz’ora dalla fine. Buchi di trama e le scene potenzialmente interessanti non ci vengono mostrate, ma solo cantate, in un paio di volteggi tra i boschi. Ma allora perché sono al cinema? Fino a che punto può spingersi il teatro nei meandri cinema? Persone che muoiono dopo piccole cadute, altre inspiegabilmente. Servono i capelli di Raperonzolo, ma alla fine va bene…

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