• il gladiatore
    2000,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Commuoversi,  Diventare eroi

    Il gladiatore

    Un successo strepitoso di pubblico e di critica per Ridley Scott, il cui film, come il fascino di Roma e della storia, passeggia sopra le mode. Ma perché il gladiatore è e resta un grande successo? Il fascino è quello di un uomo solo contro tutti, una solitaria e straordinaria storia di vendetta: ascesa e discesa di un generale, poi schiavo, che divenne più grande di un imperatore. La drammaturgia è eccezionale. La magistrale regia nelle scene di battaglia e non solo, unita a una grande colonna sonora conferiscono a questa storia i toni epici, creando nello spettatore alternativamente esaltazione e commozione. Inoltre, se da una parte Russel Crowe è il…

  • C'era una volta in America
    1984,  Cinefili,  Il caricatore,  Sorprendersi

    C’era una volta in America

    C’era una volta in America una lezione di regia, una delle più belle colonne sonore di sempre, una storia d’amicizia e d’amore. L’ultimo film di Sergio Leone è, tuttavia, anche la storia dell’uomo, la storia dell’uomo moderno. A sopraffare l’altro non è più l’uomo che spara più veloce, ma il più avido e spietato. Basta un cucchiaino nella tazzina per la tensione, un telefono martellante nelle orecchie per il rimorso. Quarant’anni di vite incorniciate da riprese meravigliose e scenografiche, sapientemente ricamate fino all’ultimo nodo: un magnifico e sorprendente finale e, infine, un etereo e misterioso sorriso. Innegabile la magnificenza di questo film. Resta tuttavia dibattuto e controverso nei suoi tagli…

  • wild card
    2015,  Cinematerapia: una pillola per,  Il caricatore

    Joker – Wild card

    Jason Statham, uno dei duri della Hollywood di oggi, è il protagonista di Joker – Wild card, remake del film del 1986 Black Jack, tratto da un romanzo di William Goldman, che come allora, anche qui, si è occupato della sceneggiatura e la cui mano si nota soprattutto nei dialoghi della prima parte del film. La storia non è fluida, ma quasi a scaglioni, disorientando la bussola dello spettatore. Action? Azzardi al casino? Redenzione? Amore? Pentimento? Il film sembra essere indeciso di cosa parlare e decidere infine di buttarla in rissa. Con stile però. È la musica soprattutto a darglielo, ad esempio accompagnando una serie di pugni con un dolce White…

  • ocean's eleven
    2001,  Avventurarsi,  Sorprendersi

    Ocean’s eleven

    Ocean’s eleven di Steven Soderbergh è un orchestrato meccanismo in cui tutto funziona alla perfezione, dove non occorrono tecnologie super incredibili affinché i protagonisti effettuino il colpo al casinò, ma un machiavellico piano di coincidenze e tempismi, supportato da una buonissima sceneggiatura che costruisce il film sulla semplice ed efficace tripartizione: “formazione della banda + piano + rapina”. La regia è accurata ma liscia, mai esibizionista, facendo procedere la storia a ritmo elevato e alternando senza intoppi il numero cospicuo di attori, presentati e gestiti più che bene. C’è tempo anche per i dialoghi, brillanti. Gli ostacoli, infine, piccoli grandi imprevisti, tra tensione e umorismo, danno il pepe necessario alla vicenda.

  • Ratatouille
    Avventurarsi,  Fantasticare,  Ridere

    Ratatouille

    Dietro Ratatouille si nasconde un fortissimo what if: e se il topo, acerrimo nemico delle cucine dei ristoranti, fosse in realtà un cuoco eccezionale? Da qui si sviluppa una splendida sceneggiatura, affatto scontata, che non può limitarci a considerare quest’opera della Pixar solo un cartone. Al di là della grafica, eccezionale alla data d’uscita, anche solo osservando il pelo dei topi, restano le ottime caratterizzazioni e la regia, capace di farci seguire Remy dal suo particolare punto di vista, spostandosi poi su quello degli umani, senza notarne il passaggio. La cucina diviene un luogo magico e frenetico, ricco di meraviglie, cuore di un film coinvolgente e divertente.

  • il ponte delle spie
    2015,  Avventurarsi

    Il ponte delle spie

    Il ponte delle spie ha le sue fondamenta nel fascino dell’uomo comune ai piedi di eventi e situazioni enormemente più grandi di lui. A portarci da un lato all’altro è una scrittura che ribalta il senso degli eventi tramite i punti vista e fa progredire la storia. La regia di Spielberg, il suo modo e la sua voglia di raccontare storie, ci mostrano tragitto, facendoci accompagnare da personaggi incisivi e ben interpretati, di cui si può vedere lo spessore, ma anche vedersi e vedere altri. Difetti? La mancanza di un colpo di scena o un finale roboante? Si tratta di una storia vera, chiusa con eleganza e un piccolo spunto di riflessione.

  • zootropolis
    2016,  Avventurarsi,  Fantasticare

    Zootropolis

    Sfolgorante e irresistibile, con Zootropolis i Walt Disney Animation Studios riescono superarsi e a far ancora meglio di Frozen e Big Hero 6. Zootropolis è un film pieno. Pieno di dettagli, di movimenti, di animali. Proprio qui sta una delle sue più grandi qualità, ovvero la capacità di creare un vero e proprio mondo, in cui immergersi, muoversi, da cui potrebbero generarsi altre mille e una storie. Una di queste, quella che seguiamo, è un vero e proprio poliziesco, che riesce a creare un genuino interesse e mistero, non certo comune ai film d’animazione, ma trovando spesso il tempismo per la battuta e la risata, aspetto affidato soprattutto allo scoppiettante duo Judy-Nick, senza dimenticare il…

  • Sei mai stata sulla luna
    2015,  Innamorarsi

    Sei mai stata sulla luna?

    Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese è una favola d’amore. Due mondi incompatibili che si uniscono nel più classico dei soggetti, rientrando così in scelte consuete e snodi narrativi improbabili che giustificano la favola d’amore, dando al pubblico ciò che si aspetta scegliendo questo film. Ma guardando all’interno di questa struttura, ci sono anche diversi fattori positivi. Soprattutto i “comprimari”, le cui caratterizzazioni sono più incisive e umane di quelle dei due protagonisti, oltre che rinvigorite da buone performance. Su tutte Mara, interpretata da Sabrina Impacciatore e il Pino di Neri Marcorè, oltre all’esagerato tanto da essere quasi cartoonesco Marco di Pietro Sermonti. Da segnalare infine una chiara cura…

  • True lies
    1994,  Il caricatore

    True lies

    True lies è uno dei pochi film di James Cameron ed è un’irresistibile action comedy, dal ritmo serrato, che riesce comunque a trovare il tempo e il tempismo per le risate. L’azione può dunque, e vuole, piegarsi ai fini della commedia, nella sua improbabilità, permettendosi anche un doppio finale e una struttura complessivamente tripartitica, a causa di una parte centrale tutta dedicata al rapporto moglie-marito, tra Arnold Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis. Tutto funziona: gli effetti speciali sono avanguardistici, la regia grande e l’azione mai fine a sé stessa, oltre che pregna di scene e situazioni da mandare a memoria. Danze, inseguimenti a cavallo, striptease, duelli ad alta quota, interrogatori e sparatorie.…

  • la grande scommessa
    2015,  Riflettere

    La grande scommessa

    Non c’è un lupo a Wall Street, con i suoi eccessi, le donne e le droghe, ma solo la crisi, uomini che ci sguazzano, uomini che affogano. La grande scommessa del film è riuscire a parlare di questo argomento, condensare il tutto in un tempo filmico accettabile, ma farlo con qualità e rendere i contenuti comprensibili a tutti. Per quest’ultimo punto, la scelta è la rottura ripetuta della quarta parete e l’inserimento di intermezzi spiccatamente ironici, che sembrano però essere il modus operandi migliore, più originale e leggero. Il montaggio è anarchico e incisivo, strasbattendosene di formalismi e convenzioni e risultando così, particolare e pregiato. La regia invece ha movimenti di macchina…

  • si accettano miracoli
    2015,  Ridere

    Si accettano miracoli

    Si accettano miracoli è il secondo film di Alessandro Siani, che oltre a recitarci, prova ad entrare anche in tutte fase della realizzazione del suo film, dalla scrittura, alle musiche. Il comico partenopeo tenta nel suo film di creare una certa atmosfera, di dolcezza, di piacevolezza, e di regalare soprattutto sorrisi, anziché risate. Si nota una certa attenzione alla fotografia e ai costumi, ma anche la regia è trattata con cura. Carente è invece la sceneggiatura, che non riesce a ingranare la marcia migliore e incastrare tutti fili nel modo più efficace, subendo qualche flessione nel racconto, che talvolta sembra fermarsi, adagiarsi. L’impressione generale è dunque quella di entrare in un piccolo e…

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