• automata
    2014,  Avventurarsi

    Automata

    Le leggi di Asimov, il solito futuro distopico, robot sul filo tra la coscienza e l’obbedienza all’uomo ed ecco Automata, dove la cosa più sconvolgente è vedere Antonio Banderas pelato. Il giovane regista Gabe Ibáñez crea un film fantascientifico dal contenuto esistenzialista e creazionista, dove questo aspetto, palesemente espresso, è il centro e la periferia di tutto il film. Guardare Automata è come vedere con gli occhi una lezione di religione, assolutamente privo di avventura e mistero, ma tremendamente noioso.

  • BIG HERO 6
    2014,  Fantasticare

    Big Hero 6

    Oscillando come un’altalena, le catene del film ci sospingono, tra favola spensierata e costretta adultità, verso le risate, sfiorando di passaggio la commozione. L’uomo in più di Big Hero 6 è Baymax, più di un uomo. Separa il film dal genere supereroistico e infila nella sua eccessiva, non umana, umanità e premurosa sollecitudine, le emozioni migliori, che esse appartengano alla tenerezza o all’umorismo. Le immagini della imaginifica San Fransokyo sono splendide. Il finale alza il voto e stupisce.

  • Iron Man 3
    2013,  Diventare eroi

    Iron Man 3

    Non bastano effetti speciali per fare un buon film. Poche idee, nessuna logica e coerente in questo Iron man 3. Mi riferiscono sia un film su un supereroe, ma Iron Man non si vede molto spesso e quando lo fa le prende da chiunque. Tony Stark ha creato una mandria di armature/robot, che però non lo cagano mai, se non nel finale quando magicamente arrivano ad aiutarlo dopo uno schiocco di dita. Ma prima no? Il temibile Mandarino dei fumetti qui non fa paura manco alle arance. Ah e Pepper acquisisce dei poteri, ma poi si opera e li toglie.

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