• I soliti sospetti
    1995,  Il caricatore,  Sorprendersi

    I soliti sospetti

    Un grande colpo, un misterioso mandante… i soliti sospetti. Un film che è rimasto nell’immaginario collettivo, forse per l’intricata vicenda tessuta da un’ottima sceneggiatura, forse per la forza e il fascino misterioso di un personaggio come Kaiser Soze. Crediamo a ciò che vediamo, inconsciamente, senza controllo, è questo il potere insito dei film e questo film gioca proprio su questo aspetto, a nostro scapito. La matassa di pallottole, fili e sangue si sbriglia solo nel finale, una palpitante e trascinante scena in crescendo, un climax epifanico di inquadrature, suoni e deduzioni. Regia di Bryan Singer, sceneggiatura di Christopher McQuarrie, entrambi solo al secondo film. Splendida performance di Kevin Spacey.

  • ufficiale e gentiluomo
    1982,  Innamorarsi

    Ufficiale e gentiluomo

    Un uomo ribelle, una storia difficile alle spalle, il fascino della divisa e un bell’attore come Richard Gere. Il protagonista di questo film nasce per infrangere cuori, disegnato e impacchettato per una classica love story. La sceneggiatura infatti non è eccezionale, ma costruisce sopra un canovaccio più che assodato, giocando sugli elementi precedentemente citati. L’addestratore severo (ma giusto), interpretato da Louis Gossett Jr, è il personaggio più interessante del film, il cui rapporto con il protagonista durante l’addestramento è di gran lunga più accattivante e articolato della storia d’amore. La scena finale punzecchia i cuori delle signorine e la canzone di Joe Cocker aiuta a trascinare un film di successo perché…

  • notorious
    1946,  Innamorarsi,  Investigare

    Notorious – L’amante perduta

    Notorious è una storia d’amore immersa non nello spionaggio, ma nello spiare, dove Hitchcock indaga il tema dello sguardo e dei rapporti, che degenererà molti anni più tardi nel magnifico La finestra sul cortile. Il rapporto tra Alicia Huberman (Ingrid Bergman) e T.R. Devlin (Cary Grant) è infatti delicato e bloccato, mascherato dai voler dire e aspettarsi che l’altro dica. Una piccola paranoia amorosa verissima. Quando il film si sposta tra mura domestiche, inizia a seguire un bel ritmo e la tensione aumenta. Tra tutte, memorabili la scena finale e quella nella cantina, con il tempo che si dilata in favore della tensione. Senza dimenticarsi del caffè, una chicca (o un chicco) di inaspettata epifania,…

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