• la quinta onda
    2016,  Alienarsi

    La quinta onda

    Deprimente, brutto e ridicolo sono i tre atti di questo film, che prende i canoni del genere young adult e ne fa legge, cavalcando la moda dei ragazzini in guerra in un futuro al catafascio. È quasi offensivo che questi film vengano reiterati l’uno dopo l’altro in copie carbone via via più sbiadite e difficili da guardare. Ah, a proposito, La quinta onda fa riferimento a un attacco alieno. Peccato che di questi non se ne veda manco mezzo. Non possiamo nemmeno parlare di scrittura filmica, ma di situazioni viste, riviste e riviste ancora, che scadono perfino nel penoso e troppo improbabile. C’è chi corre con una pallottola nel petto…

  • 2014,  Avventurarsi,  Riflettere

    The giver – Il mondo di Jonas

    Dal disagio di un mondo da voler cambiare, nasce la sfiducia che esso possa farlo in meglio e si riflette in sé stesso, guardando a cosa già c’è, tra le atrocità, di meraviglioso. The giver è un inno alla vita, all’amore, alla diversità, al libero sentire. Tra la fantascienza come veicolo di critica o di riflessione e la moda, legata al genere Young Adult d’ambientazione distopica, il film sembra partorirsi da un compromesso e non dipanare la potenza di cui è intrinsecamente possessore. In The giver la parola viene ceduta all’immagine, pregna di aspetti culturali, espressi tramite la loro iconicità e il colore, che, come la visualità, viene utilizzato con sapienza semantica e…

  • 2013,  Alienarsi,  Cinematerapia: una pillola per,  Sorprendersi

    Ender’s Game

    Passato un po’ in sordina, ingiustamente, Ender’s Game è un prodotto di un genere di moda di questi tempi. Seppure tratto da un romanzo di Orson Scott Card del 1985, vincitore del premio Hugo, ricalca infatti le caratteristiche del filone Young Adult, a cui appartengono i recenti Hunger Games, Maze Runner e Divergent, elevandosi al contempo dal solo piacevole intrattenimento. La fantascienza è infatti sfruttata per mettere in luce alcuni aspetti dell’uomo e restiamo sempre legati alla psicologia del personaggio, sfiorando il tema della violenza del militarismo e lo sfruttamento dei ragazzi con ogni mezzo, per scopi considerati più alti. Interessante, coinvolgente e dal buon finale.

  • 2014

    Maze Runner – Il Labirinto

    Pronti via, niente introduzioni e si comincia subito con Thomas che sale dalla botola. La mancanza di implicazioni sociologiche, politiche, esistenziali o distopiche, unita alla presenza del labirinto, sempre affascinante, fa viaggiare il film, che sostiene un ritmo elevato e coinvolgente. Certo, se non per il finale, che ci rigetta nelle tematiche ormai viste e riviste del neo genere young adult. Solo una cosa mi sfugge. Immaginate una radura popolata da soli ragazzi in età ormonale. Immaginate ora che venga sguinzagliata al suo interno una pulzella carina e senza memoria. Fatto? La poveretta non riesce a pomiciare neanche con il ragazzino di Game of Thrones.

  • Divergent
    2014

    Divergent

    Io nel buco sul tetto non ci sarei saltato. Dalla letteratura al cinema, da Il Signore delle Mosche attraverso Harry Potter, sfogliando Twilight, Hunger Games, Percy Jackson, Shadowhunters, Maze Runner. Il neo genere Young Adult, fantasy spesso distopico, è ormai moda, serialità. Ragazzi come protagonisti, divisione in gruppi, struttura a livelli, addestramento, una storia d’amore e la sovente sfiducia nell’umanità. La vita segreta della teenager americana Shailene Woodley, detta Tris, è segreta perché è diversa dagli altri. Questa volta però non rimane incinta dal fidanzatino Quattro. Se no bisognava chiamarlo Seth. A differenza di Tris però e di alcuni dei sopracitati film, non c’è qualcosa in quest’opera che diverga, differisca o…

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