Memento

Leonard a causa di un disturbo della memoria dimentica tutte le informazioni dopo circa 15 minuti… Christopher Nolan trae da un racconto del fratello (Memento mortis) un film che è un puzzle, un giallo al contrario che incalza lo spettatore come se il tempo procedesse con il tasto rewind del telecomando.

Il regista infatti inverte le regole canoniche, mostrandoci subito l’evento clou. A questo punto non siamo più portati a chiederci cosa succederà, ma perché è successa questa cosa. L’effetto è  il medesimo, si mantiene il meccanismo dello svelare, mentre suspense e interesse addirittura aumentano, complici gli ostacoli, come capire se fidarsi o meno, così come gli stratagemmi per ricordare.

Lo spettatore intanto è nella stessa situazione del protagonista, come lui possediamo i medesimi indizi per capire e rammentare, perché non abbiamo idea di cosa sia successo prima (anziché dopo).

Montaggio e sceneggiatura si incastrano alla perfezione e formano un film che contrariamente al suo tema resta saldamente aggrappato alla memoria.